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Prigionieri, via libera di Israele al negoziato con Hezbollah

Aldo Baquis
GERUSALEMME Al termine di una seduta altamente drammatica protrattasi per sei ore il governo israeliano di Ehud Olmert ha approvato ieri con 22 voti a favore e tre contrari lo scambio di prigionieri con gli Hezbollah libanesi mediato dai servizi segreti della Germania.

Lo scambio di prigionieri con il partito libanese sciita Hezbollah, approvato oggi dal governo israeliano, avverrà fra 10-14 giorni.
Mentre il governo era impegnato nel dibattito, fuori dall' ufficio del primo ministro si trovavano in trepida attesa i congiunti di Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, i due riservisti israeliani rapiti dagli Hezbollah il 12 luglio 2006: l'episodio che innescò un conflitto israelo-libanese infuriato per oltre un mese. Con il fiato sospeso i familiari hanno appreso prima che Olmert restava incerto sul da farsi e poi che contro l'accordo con gli Hezbollah si erano pronunciati, di fronte al governo, il capo del Mossad (spionaggio) Meir Dagan e il capo dello Shin Bet (sicurezza interna) Yuval Diskin.
Pochi minuti dopo i congiunti di Goldwasser e Regev hanno ricevuto però la buona notizia che Olmert aveva deciso di approvare egualmente l'intesa, sia pure a malincuore. Ma al tempo stesso il premier informava anche i ministri che ormai non restano più speranze che i due prigionieri siano in vita. Subito dopo il voto, Olmert ha convocato le famiglie Goldwasser e Regev per informarle personalmente delle decisioni del governo.
A quanto si è appreso Israele si è impegnato a liberare il druso libanese Samir Kuntar e quattro altri detenuti libanesi nonchè a consegnare le spoglie di decine di miliziani Hezbollah rimasti uccisi due anni fa. Dagli Hezbollah Israele ha ricevuto un rapporto dettagliato sulle operazioni di ricerca condotte per accertare la sorte di Ron Arad: il navigatore di un Phantom israeliano disperso dal 1986, dopo essere precipitato nella zona di Sidone. A quanto pare, gli Hezbollah si attendono di ricevere a loro volta da Israele un rapporto sulla sorte di quattro diplomatici iraniani scomparsi a Beirut nel 1982, durante l'invasione israeliana della capitale libanese. Israele nega di aver alcuna informazione in merito.
Per Hassan Nasrallah, il leader Hezbollah , ieri è giunta da Gerusalemme anche un seconda vittoria: Israele accetta di liberare, in virtù di questo accordo, anche un certo numero di detenuti palestinesi. Il loro numero e le loro identità saranno stabiliti da Israele, dopo il ritorno in patria di Goldwasser e Regev. Forse potrebbero essere una decina in tutto. Ma il leader sciita è riuscito egualmente nel suo intento di dimostrare all'opinione pubblica palestinese che il Partito di Dio resta tenacemente al suo fianco. Da parte sua Hamas si è felicitato da Gaza con gli Hezbollah per il successo del negoziato. Hamas adesso riprenderà a sua volta con maggiore fiducia i negoziati mediati dall'Egitto per uno scambio di prigionieri con Israele, che da due anni anela a recuperare il caporale sequestrato Ghilad Shalit.

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30/06/2008










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