I legali della famiglia Orlandi in questo marasma di colpi di scena ed effetti speciali invitano però alla calma, a non farsi prendere da facili abbagli. «Bisogna aspettare che si concludano i sopralluoghi - spiega l'avvocato Nicoletta Piromallo - poi gli inquirenti dovranno valutare i risultati dei sopralluoghi, gli accertamenti andranno confrontati con tutti gli elementi già in possesso. Va pure ricordato che nella ricostruzione del rapimento fatta dalla Minardi ci sono diverse discordanze sulla tempistica. Innegabile, però, che nel sopralluogo qualche elemento concreto è già emerso».
Eppure è stata proprio Natalina Orlandi, sorella di Emanuela, intervistata domenica scorsa da Il Tempo ad aver dichiarato che sia lei che il resto della famiglia considerano attendibili i racconti della Minardi e il collegamento, dunque, del rapimento della sorella alla banda della Magliana. La tesi sostenuta finora dai legali della famiglia è invece legata alla pista dei «Lupi grigi» turchi e all'attentanto fallito a Papa Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro nel maggio del 1981. La Orlandi lo ha ribadito anche ieri. «Credo, voglio credere che la sua confessione sia sincera - ha detto - ma non capisco perchè abbia deciso solo adesso di raccontare quello che sa e che ha saputo da chi gli stava vicino». L'avvocato Piromallo sottolinea che la signora Orlandi in questo periodo è sotto pressione dai media. «Comunque le sue valutazioni vanno considerate con molto rispetto - precisa il legale - nè è nostra intenzione smentirle. Siamo tutti in attesa delle ulteriori verifiche dei sopralluoghi. Quello che ci sta più a cuore è sapere la logica e la ragione di questo rapimento». Riemergono dalle pieghe della memoria episodi che alla luce della testimonianza della Minardi acquistano ora un aspetto nuovo. Natalina Orlandi ha ricordato infatti che il primo a collegare il rapimento della sorella alla banda della Magliana fu un poliziotto, poche ore dopo la scomparsa di Emanuela, a cui parve di riconoscere De Pedis nell'identikit del rapitore. Ma quella pista non fu seguita perchè c'era la convinzione che De Pedis all'epoca fosse all'estero. «Se ci fosse stata la volontà sono certa che Emanuela poteva essere rintracciata».
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28/06/2008