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Rapporto Aci-CensisPer il 90% dei connazionali resta il mezzo preferito

Gli italiani lasciano l'auto solo con la benzina alle stelle

Croce e delizia della quotidianeità. Non importa se passiamo gran parte della giornata inscatolati nelle nostre macchine tra file, ricerche di posteggi e altre amenità. L'auto rimane il mezzo di trasporto preferito dal 90% degli italiani per gli spostamenti.

È quanto emerge dal «Rapporto Automobile 2008» presentato da Aci e Censis. I mezzi pubblici vengono ancora giudicati poco soddisfacenti. Nonostante ciò il loro utilizzo è in aumento, e nel 2007 ha riguardato il 25% degli italiani: il 36,2% (27,3% nel 2006) per bus e treni urbani, e il 13,9% (12%) per bus e treni extraurbani. E nella popolazione cresce pure la voglia di muoversi a piedi (+9% rispetto al 2006). Questo non risolve il problema della congestione: a fronte di una crescita di mezzi dell'11% in cinque anni, le strade sono aumentate solo del 4%.
All'automobile non si rinuncia, quasi mai. E infatti nel 15% delle famiglie italiane il numero complessivo di mezzi, tra auto e moto, è superiore al numero di patentati. È un lusso che costa alle famiglie italiane tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro all'anno. In macchina per andare al lavoro ma anche in vacanza: su 100 italiani che si spostano per turismo in Italia il 73% utilizza l'auto, 1,3% il camper, lo 0,3% la moto.
Con il caro-carburanti l'utilizzo dell'automobile «rischia di diventare una questione di status, un discrimine sociale». È lo scenario prospettato dal Rapporto Aci-Censis di fronte a un «ipotetico» aumento del prezzo della benzina a 2,50 euro. Se il carburante toccasse questo record, comincerebbe a ridurre l'uso dell'auto il 32,1% dei lavoratori atipici, il 36,8% degli studenti e, come conseguenza della ancor più dura condizione economica, il 37,5% dei disoccupati. Ma anche il 27,3% degli occupati dipendenti a tempo indeterminato ed al 22,5% degli occupati indipendenti.
C'è pure un risvolto sessista che cozza contro il detto popolare: «donne al volante, pericolo costante». Il gentil sesso guida in maniera più cauta e proprio gli uomini imparano ad usare l'auto dalle donne «che hanno con le quattro ruote un rapporto caratterizzato da maggiore freddezza decisionale, più disponibilità all'intermodalità, minore aggressività alla guida e, di conseguenza, anche minore incidentalità e meno punti patente persi». L'uomo, invece, è più istintivo, intenso. E se per tutti l'auto ideale è affidabile (45,3%), sicura (37,3%) ed economica (32,4%), lui la sogna potente (16,6% rispetto al 3,6% delle donne), veloce, bella (14% rispetto all'8,8% delle donne) e tecnologica (11,4% rispetto al 4,6% delle donne). Lei, invece, la vuole parcheggiabile, maneggevole, economica e capace di rendere più semplice la vita. A fronte del 57% di patenti attive intestate a uomini e 43% a donne, i conducenti di autovetture coinvolti in incidente stradale in ambito urbano risultano per il 70% uomini e per il 30% donne. Niente di nuovo, invece, per quanto riguarda la cura e la manutenzione del veicolo: uomini promossi, donne inesorabilmente bocciate.
Nat. Pog.

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27/06/2008










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