| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Dare un nome e un cognome a tutti i residenti nei campi nomadi, minorenni compresi. È l'esigenza alla base del via libera alla rilevazione delle impronte digitali contenuto nell'ordinanza [...]
[...] con cui i prefetti di alcune grandi città si sono visti conferire poteri di commissario straordinario all'emergenza rom: il via libera in deroga a un articolo del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che prevede la rilevazione delle impronte solo oltre un certo limite di età. «Non è una schedatura etnica - ha ribadito il ministro dell'Interno Maroni -ma un censimento teso a garantire a chi ha il diritto di restarvi, di farlo in condizioni dignitose, allontanando nel contempo chi non ne ha titolo». L'identificazione servirà a ricostruire, tra l'altro, rapporti parentali spesso non chiari e - nel caso dei minori - ad arginare l'avvio dei più piccoli a pratiche di accattonaggio coatto. A Roma, ad esempio, ci si sta attrezzando per i censimento dei circa quindicimila nomadi che vivono nei vari campi, censimento che dovrebbe essere pronto in autunno: accanto agli operatori di polizia ci saranno anche rappresentanti della Croce rossa. «È nostra intenzione - ha ricordato Maroni - dare piena attuazione ai Patti per la sicurezza sottoscritti con numerose citta».
26/06/2008