Wwf, Lenfest Ocean Programme e Humane Society International, dati alla mano, dimostreranno che i cetacei non c'entrano niente con la pesca da frodo (vera «pirateria ittica») che sta depauperando la popolazione marina mondiale. «Eppure Giappone, Norvegia e Islanda - spiega Massimiliano Rocco, del Wwf Italia - continuano ad affermare che i cetacei stanno intaccando le risorse ittiche. Lo dicono per giustificare la loro caccia alle balene e per sviare l'attenzione dal vero problema». Merluzzi, salmoni, tonni blu scarseggiano perchè pescati illegalmente in tutto il mondo per soddisfare una domanda sempre più alta dai paesi ricchi (si stima un giro d'affari totale della pesca di frodo che va dai due ai 15 miliardi di dollari). Infatti il 60% del pesce pescato nei paesi più poveri non rimane nei mercati locali ma finisca in quelli europei, giapponesi, nord-americani e cinesi. Wwf, Lenfest Ocean Programme e Human Society International presenteranno poi uno studio sull'interazione tra le balene e la pesca commerciale lungo le coste nord-occidentali dell'Africa, a dimostrazione di come non ci sia alcuna competizione tra uomini e cetacei.
Nat. Pog.
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23/06/2008