Per effetto della decisione di piazza Cavour è stata ripristinata nei confronti della donna la condanna ad un anno e 10 mesi di reclusione. Gli Ermellini, accogliendo il ricorso del Pm di Lecce hanno rilevato che l'indulto del 2006 è escluso per questo tipo di reati. Senza successo Amelia ha sostenuto che il gesto fatto compiere al ragazzino non era «malizioso». Ma la Cassazione le ha risposto che «per la parte anatomica sulla quale l'azione del piccolo si è svolta, non può esservi dubbio alcuno che l'invito abbia avuto un movente ed una finalità erotica».
«Si è trattato - dicono gli Ermellini con la sentenza 25214 - di un gesto di sicura valenza sessuale in quanto diretto all'appagamento di un istinto sessuale avvalendosi della collaborazione di un bambino precocemente coinvolta in una esperienza erotica idonea a incidere negativamente sul regolare sviluppo della sua sfera sessuale». Con questo verdetto piazza Cavour ha annullato la sentenza con la quale la Corte di appello di Lecce, il 25 gennaio 2007, aveva concesso l'indulto a «zia» Amelia.
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21/06/2008