In
compenso a fronte di 38.000 professori ci sono 23.000
ricercatori (sempre pochi: 16 per 100.000 abitanti contro i
50 della media europea) mal pagati, sfruttati e demotivati.
La formazione post laurea (dottorati e master) è, poi, una
specie di parcheggio da cui pescare mano d'opera accademica
a basso costo. In cinque anni, promessa di ministro, i
ricercatori saranno vicini alla media europea. Inoltre è
previsto un ricambio del 47% del corpo docente. «Occorre
investire risorse perchè i ricercatori italiani siano in
numero maggiore e siano meglio pagati» ha spiegato Gelmini
annunciando che «in questi giorni è stato reso operante
l'emendamento del sen. Valditara che prevede un aumento di
240 euro mensili per la borsa di dottorato».
Altra
nebulosa accademica è il sistema di reclutamento.
«Procedure più snelle che assicurino maritocrazia e
autonomia agli Atenei» conferma la Gelmini. Si stileranno
liste di idonei individuati tramite regole di valutazione e
il riconoscimento dei titoli internazionali. «Sarà un
sistema di reclutamento in due fasi - spiega la Gelmini -
attribuzione dell'idoneità su scala nazionale e scelta
responsabile del docente da parte del singolo ateneo e si
richiama all'impostazione della riforma di Letizia
Moratti». Nella Finanziaria 2007 è stato previsto un fondo
di 40 milioni di euro per il 2008 e 80 per il 2009. Il
provvedimento è subordinato all'emanazione di un
regolamento ancora inesistente. «Poichè i bandi devono
essere emanati entro giugno 2008 - ha detto il ministro -
stiamo intervenendo per scongiurare l'eventualità di
bloccare l'accesso alla carriera accademica di tanti
giovani e di lasciare i fondi congelati». Inoltre saranno
prolungati al 30 novembre i bandi di concorsi per ordinario
e associato. Sul fronte valutazione: bisogna legare i
finanziamenti pubblici ai risultati ottenuti dai singoli
atenei ma l'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione è un
sistema che non va.
Altro nodo cruciale: la ricerca
italiana alla canna del gas. La percentuale di investimento
in Italia è pari all'1.09% rispetto al Pil contro una media
Ocse del 2,26%. La percentuale di incremento annuo è del
2,70%. In Grecia è del 16,70%. In Estonia del 13%. Un lento
suicidio: praticamente siamo fuori dalla competizione
europea. Più risorse e, soprattutto, soldi spesi meglio. Va
incentivato pure il finanziamento privato.
Studenti, è
il vostro momento: al via un monitoraggio del «3+2» per
verificare l'opportunità di migliorare il sistema perchè in
Italia ci sono troppi corsi di laurea (3200 contro gli 800
di media europei). Atenei non come esamifici ma organismi
vitali, di comunità, cultura, studio, ricerca. La sede del
ministero all'Eur sarà aperta ai giovani «perchè vogliamo
investire sui giovani talenti. Bisogna trasformare il
cilindro in piramide».Tre gli imperativi categorici:
autonomia (o meglio governance), merito, valutazione.
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18/06/2008