E cioè agli uomini al boss dei boss, Matteo
Messina Danaro.
A scoprire il sistema i carabinieri e
la Dda di Palermo, che ieri mattina hanno arrestato in
diverse città d'Italia otto persone: alcuni imprenditori
legati ad ambienti mafiosi, un medico già condannato per
violenza sessuale, un faccendiere in contatto con diversi
senatori e deputati, un impiegato del ministero della
Giustizia addetto alla cancelleria della II sezione della
Cassazione (pm e carabinieri hanno perquisito anche alcuni
uffici), una poliziotta in servizio alla Direzione
anticrimine centrale accusata di aver effettuato un accesso
alla banca dati per controllare la posizione di un
coimputato (la sua posizione è stata stralciata e gli atti
inviati a Roma). Nel provvedimento firmato dal Gip del
tribunale di Palermo Roberto Conti gli arrestati sono
accusati, a vario titolo, di concorso esterno in
associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari,
peculato, accesso abusivo in sistemi giudiziari e
rivelazione di segreti d'ufficio.
L'organizzazion si
concentrava su alcuni aspetti burocratici, in modo da
ritardare l'iter processuale e arrivare così alla
prescrizione. Al momento restano solo indagati sia il gran
maestro Stefano De Carolis, esponente di spicco della
Serenissima Gran Loggia Unita d'Italia sia il gesuita padre
Ferruccio Romanin, rettore della chiesa di Sant'Ignazio a
Roma.
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18/06/2008