Sembra che
la donna abbia trascurato in un primo momento i sintomi di
un'infezione, ovvero un rossore della pelle nella zona del
piercing. Ben presto i batteri hanno causato seri problemi
di salute portando prima ad una grave forma di setticemia e
dopo ad una coagulopatia che ha colpito cuore e cervello.
Quando si è rivolta ai sanitari le sue condizioni erano
ormai gravissime. La donna è così finita in coma.
Dall'ospedale di Merano la paziente è stata trasferita
in elicottero a Verona, dove i medici l'hanno però
giudicata non operabile. I parenti, disperati, hanno così
provveduto al suo ricovero in una clinica specializzata di
Monaco di Baviera, dove i medici ora tentano di salvare la
vita della giovane donna.
Il tragico caso altoatesino
ripropone il problema della sicurezza del piercing.
Tatuaggi sicuri: sono le linee guida emanate nel 1999 dal
ministero della Salute ma, fino ad oggi, applicate soltanto
in 6 regioni, esponendo così quanti scelgono tale pratica
al rischio di affidarsi a mani inesperte o improvvisate con
gravi rischi per la salute. La denuncia è del presidente
dell'Associazione italiana tatuatori riuniti (Atir),
Giuseppe Serra.
Il problema, denuncia Serra, è che
«mancano regole precise per il settore a livello
nazionale». Finora però afferma Serra «solo Campania,
Lazio, Puglia, Lombardia, Veneto e Toscana hanno adottato
le norme di sicurezza ministeriali, che riguardano in primo
luogo l'obbligo a utilizzare aghi usa-e-getta e coperture
monouso, oltre a requisiti per i tatuatori con corsi e
riconoscimenti professionali regionali». Più di un quarto
delle persone che si fanno un piercing soffre di
complicazioni e l'1% dei giovani tra i 16 ed i 24 anni che
si fanno bucare la pelle in punti diversi dai lobi delle
orecchie arriva in ospedale. Il dato deriva da un recente
studio della London School of Hygiene and Tropical
Medicine, su un campione di 10.503 persone dai 16 anni in
su, 1.049 delle quali avevano piercing. Tra i disturbi più
comuni gonfiori, perdita di sangue e infezioni. A
richiedere più attenzione sono in particolare il piercing
alla lingua (50%), le parti intime (45%) e capezzoli (38%).
Gli esperti invitano alla cautela anche per il rischio di
trasmissione di virus come HIV o epatite attraverso i
piercing.
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15/06/2008