Nella sua
visita centrata sul tentativo di convincere gli alleati
europei della necessità di aumentare le pressioni su
Teheran, perché rinunci a portare avanti il suo programma
nucleare, la posizione più rigida assunta dal nuovo governo
italiano nei confronti del regime di Mahmoud Ahmadinejad
può solo essere accolta con soddisfazione dall'inquilino
della Casa Bianca che considera la possibilità che l'Iran
ottenga la bomba atomica «una minaccia straordinaria» per
la pace mondiale.
Il presidente Bush ha avuto
l'occasione nella sua sosta a Berlino per discutere con il
leader tedesco Angela Merkel un ingresso dell'Italia nel
5+1, uno sviluppo che gli Stati Uniti considerava con
favore ma che ha trovato per adesso nella resistenza della
Germania il suo ostacolo maggiore. E il muro tedesco
avrebbe gelato le aspettative italiane. Collegamenti con il
gruppo certamente sì, ma una vera e propria entrata non si
sa quanto possa essere realistica in questa fase.
Il
nuovo pacchetto che sarà presentato tra qualche giorno agli
iraniani dal titolare della politica estera dell'Ue, Javier
Solana, prevede un mix di incentivi e minacce. Se sarà
rifiutato da Teheran, come appare probabile, sarà
necessario passare dalle parole ai fatti, inasprendo le
sanzioni sia nei rapporti multilaterali che unilaterali, e
l'Italia sarà chiamata a fare la sua parte.
Bush arriva
in Italia mentre a Parigi si svolge la conferenza sugli
aiuti e sulla ricostruzione dell'Afghanistan, un'altra
priorità per Bush che intende lasciare in eredità al suo
successore alla Casa Bianca una situazione più stabile
possibile in Afghanistan e in Iraq. E anche qui la risposta
positiva del nuovo governo italiano ad un impiego più
flessibile dei militari italiani impegnati in Afghanistan,
con interventi «fuori area» in zone dove i Taleban sono
molto aggressivi, è sicuramente una buona notizia per il
presidente Bush.
Il ruolo italiano in Libano si
inserisce alla perfezione nell'«Agenda della Libertà» per
la difesa e lo sviluppo della democrazia del mondo che è da
sempre uno dei pilastri della dottrina politica di Bush. E
l'identità di vedute tra Roma e Washington sulla importanza
del rapporto transatlantico, ulteriormente accentuata dal
governo Berlusconi, completa il panorama di una visita
romana che non dovrebbe riservare sorprese sgradevoli
all'inquilino della Casa Bianca che è alla sua sesta visita
in Italia (l'ultima era stata solo un anno fa).
Bush
non ha mai nascosto la sua simpatia per Berlusconi, uno dei
pochi leader ad essere stati ricevuti dal presidente Usa
sia a Camp David che al suo ranch texano, oltre che
naturalmente alla Casa Bianca.
La visita italiana
consentirà a Bush di incontrare di nuovo Benedetto XVI,
dopo la grande accoglienza riservata al Papa in aprile
quando era stato salutato nel giardino della Casa Bianca,
nel giorno del suo compleanno, dal coro Happy Birthday e da
un Bush letteralmente affascinato dalla personalità del
pontefice.
Stavolta Benedetto XVI ricambierà la
cortesia con una accoglienza speciale nei giardini vaticani
seguita da un colloquio in una località insolita: una torre
medievale. Sarà il terzo incontro in un anno tra Bush e
Benedetto XVI a conferma della ottima intesa personale tra
i due.
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12/06/2008