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l'annuncio di la russa

Afghanistan: arrivano i carabinieri

Più impegno italiano in Afghanistan. Questo il senso delle dichiarazioni del ministro La Russa e del collega Frattini alle commissioni Difesa ed Esteri riunite in seduta congiunta a Montecitorio.

Una scelta dettata dai risultati ottenuti finora. In Afghanistan infatti si afferma il «modello italiano». E il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, lo dice chiaramente. «Il quartier generale dell'Isaf ha espresso un giudizio lusinghiero per i risultati raggiunti dalla task force italiana che opera nel distretto di Surobi - ha detto La Russa - da quando sono stati lì dislocati i militari italiani, si è assistito ad un incremento esponenziale nella scoperta di depositi clandestini di armi. La popolazione ha iniziato a collaborare attivamente sia con i nostri soldati che con le forze afghane che operano congiuntamente con noi. L'azione italiana a Surobi è stata giudicata in maniera talmente positiva dalla Nato da essere ora citata come vero e proprio modello da replicare anche in altri distretti afghani». Quindi, il ministro della Difesa ha reso noto che proprio in questi giorni una pattuglia che operava nella zona di Surobi è stata fermata da un civile aghano che ha segnalato loro come sul ciglio della strada ci fosse un ordigno esplosivo.
È possibile quindi che l'Italia aumenti il suo impegno in Afghanistan, inviando 40 carabinieri. I militari dell'Arma saranno utilizzati per la formazione della Afghan National Civil Order Police, attualmente condotta da forze Usa. La Russa ha anche accennato alla possibilità di rafforzare «la componente aerea, per conferire maggiore efficacia e protezione al contingente già schierato». L'invio di quattro Amx era già stato ipotizzato con il passato. Entro il prossimo mese di agosto i militari italiani presenti in Afghanistan tra Kabul e Herat passeranno da 2600 a circa 2000-2100. Poi, a partire da ottobre 2008 e fine a dicembre ci sarà un parziale rischieramento che porterà il numero complessivo dei soldati a 2400. Il ministro della Difesa ha spiegato che, a partire dal prossimo mese di agosto, l'Italia cederà alla Francia la responsabilità nella regione della capitale e quindi questo consentirà di allegerire la nostra presenza a Kabul per ridispiegare truppe nella provicnia di Herat. «Il rafforzamento della nostra presenza nella regione occidentale - ha detto La Russa - permetterà una nuova articolazione del contingente nazionale, che potrà disporre di maggiori capacità di manovra, e potrà incrementare ulteriormente il contributo alla formazione e all'assistenza dell'esercito nazionale afgano». L'idea è quella di rafforzare il contingente italiano che opera nella Forward operating base (Fob) di Delaram, a sud di Farah. La forza al momento è costituita da una compagnia a rotazione della forza di reazione rapida di base a Herat, e si pensa di inviarne un'altra di sostegno, insieme ad alcuni assetti di forze speciali.
Al centro dell'audizione anche la questione «caveat» sui quali La Russa ha ribadito ai parlamentari quanto già dichiarato: ridurre da 72 a sei ore il tempo di risposta per il coinvolgimento delle notre truppe fuori area. Mentre in Libano ha detto La Russa «Non credo che occorre modificare le regole di ingaggio».
Sul fronte internazionale il ministro degli Esteri Frattini ha sottolineato come «L'Italia è sempre più impegnata nelle missioni internazionali». Frattini dopo aver spiegato l'azione diplomatica per la pacificazioen del Libano ha focalizzato l'attenzione sulle emergenze internazionali di Sudan e Somalia spiegando che l'Africa sta diventando strategica e l'Italia ha intenzione di fare di più e meglio per aiutare le popolazioni che vi abitano

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Maurizio Piccirilli

12/06/2008










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