In queste ultime settimane il
Ministro degli Esteri Frattini e quello della Difesa La
Russa hanno dovuto lavorare di fino allo scopo di preparare
questo summit che , al di là dei rapporti personali tra i
due Presidenti, potrà avere serie conseguenze nei rapporti
tra USA e Italia ma anche con gli alleati europei.
Da
tempo era divenuta difficile la posizione nazionale in
Afghanistan dove nel sud del Paese Britannici, ma non solo,
sono continuamente impegnati nel supporto all'Esercito
afghano. Non che i nostri soldati facciano di meno, anzi se
gli altri contingenti avessero seguito la "strada italiana"
l'Afghanistan di oggi avrebbe probabilmente un volto
diverso. Ma Somalia 1993 docet, le altre Nazioni trovano
più semplice criticare gli italiani che seguirne i passi.
Strano poi che si lamentino dei risultati delle loro
scelte. Ora a quanto pare avremo meno restrizioni ad
ingaggiare le tribù che formano la variegata opposizione a
Karzai. Non parliamo ovviamente delle nostre Forze Speciali
che quello che devono fare lo fanno da tempo con efficacia
e silenzio.
Ma sarebbe forse l'ora di essere
maggiormente propositivi nei confronti del grande alleato
americano. La prossima Amministrazione Usa, attenti ad
un'eventuale accoppiata McCain - Rice, oltre alla guerra al
terrorismo dovrà necessariamente mettere mano ad una delle
aree più critiche, il Sud America. Negli ultimi anni, anche
a causa di una forzata attenzione ad altri scenari, il
populismo radicale anti Usa, che ha radici antiche nel
continente, si è ulteriormente espanso, anche in virtù di
una globalizzazione che in ambiti non pienamente
industrializzati e con democrazie non ancora compiute ha
solo reso maggiormente stridenti le differenze sociali.
In questo contesto l'Italia ha un asso nella manica,
dai milioni di emigranti oggi le classi dirigenti di
diverse Nazioni si sentono italiane, anzi lombarde,
siciliane, friulane e liguri. Si parla italiano si vuole
mantenere una relazione con l'Italia. È nel Sud America,
oltre che ovviamente nel Mediterraneo, che il nostro Paese
può avere un ruolo di spicco a supporto degli USA,
oggettivamente in difficoltà a sud di Panama, e aprendo un
vero mercato alla piccola e media impresa nazionale. Per
questo varrebbe la pena "indovinare" dove possiamo pesare
di più, rafforzando un bilateralismo effettivo. Non siamo
forse il Paese che ha elevato la capacità di leggere nei
fondi di caffè ad Arte ?
*Presidente del CeSI
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12/06/2008