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Ah l'Italia, l'Italia… un Paese meraviglioso, patria di ...

Ah l'Italia, l'Italia… un Paese meraviglioso, patria di santi e navigatori ma certamente non di indovini. Giunto ieri nella città eterna il 43° Presidente statunitense ha immediatamente aperto la sua agenda di politica estera. Afghanistan, Iran, Libano e Iraq domineranno le discussioni con il Presidente Berlusconi.

In queste ultime settimane il Ministro degli Esteri Frattini e quello della Difesa La Russa hanno dovuto lavorare di fino allo scopo di preparare questo summit che , al di là dei rapporti personali tra i due Presidenti, potrà avere serie conseguenze nei rapporti tra USA e Italia ma anche con gli alleati europei.
Da tempo era divenuta difficile la posizione nazionale in Afghanistan dove nel sud del Paese Britannici, ma non solo, sono continuamente impegnati nel supporto all'Esercito afghano. Non che i nostri soldati facciano di meno, anzi se gli altri contingenti avessero seguito la "strada italiana" l'Afghanistan di oggi avrebbe probabilmente un volto diverso. Ma Somalia 1993 docet, le altre Nazioni trovano più semplice criticare gli italiani che seguirne i passi. Strano poi che si lamentino dei risultati delle loro scelte. Ora a quanto pare avremo meno restrizioni ad ingaggiare le tribù che formano la variegata opposizione a Karzai. Non parliamo ovviamente delle nostre Forze Speciali che quello che devono fare lo fanno da tempo con efficacia e silenzio.
Ma sarebbe forse l'ora di essere maggiormente propositivi nei confronti del grande alleato americano. La prossima Amministrazione Usa, attenti ad un'eventuale accoppiata McCain - Rice, oltre alla guerra al terrorismo dovrà necessariamente mettere mano ad una delle aree più critiche, il Sud America. Negli ultimi anni, anche a causa di una forzata attenzione ad altri scenari, il populismo radicale anti Usa, che ha radici antiche nel continente, si è ulteriormente espanso, anche in virtù di una globalizzazione che in ambiti non pienamente industrializzati e con democrazie non ancora compiute ha solo reso maggiormente stridenti le differenze sociali.
In questo contesto l'Italia ha un asso nella manica, dai milioni di emigranti oggi le classi dirigenti di diverse Nazioni si sentono italiane, anzi lombarde, siciliane, friulane e liguri. Si parla italiano si vuole mantenere una relazione con l'Italia. È nel Sud America, oltre che ovviamente nel Mediterraneo, che il nostro Paese può avere un ruolo di spicco a supporto degli USA, oggettivamente in difficoltà a sud di Panama, e aprendo un vero mercato alla piccola e media impresa nazionale. Per questo varrebbe la pena "indovinare" dove possiamo pesare di più, rafforzando un bilateralismo effettivo. Non siamo forse il Paese che ha elevato la capacità di leggere nei fondi di caffè ad Arte ?
*Presidente del CeSI

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12/06/2008










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