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Si estende lo scandalo della «Santa Rita» di Milano

Altre 10 cliniche nel mirino

Il Governo riferirà domani pomeriggio al Senato al question time sulla clinica «Santa Rita» dopo le accuse di guadagni illeciti per i medici accusati di aver sottoposto pazienti a operazioni chirurgiche non necessarie.

Milano, la clinica Santa Rita Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama accogliendo una richiesta del Pd e dell'Idv. Ma se ci sarà qualche prima risposta, lo scandalo della «clinica degli orrori» si estende a Milano ad altre dieci strutture (sulle quali indaga la Finanza per problemi di natura economica e non di malasanità) e promette nuovi colpi di coda.
Ma intanto, mentre la Regione Lombardia ha già sospeso a tempo indeterminato il contratto di accreditamento alla clinica S. Rita, c'è già qualche colpo di scena, almeno per quanto riguarda una dichiarazione a effetto del giovane professore Pier Paolo Brega Massone: «Ho sempre pensato al bene dei malati». Lo ha detto il 42enne ex primario della chirurgia toracica della clinica Santa Rita, finito in carcere domenica e interrogato ieri.
Resta, comunque, l'intera clinica «Santa Rita» al centro dell'inchiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano che ieri mattina si è vista sospendere «a tempo indeterminato» il contratto di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Decisione presa dalla Regione che ha intenzione di costituirsi parte civile perchè danneggiata.
Brega che deve rispondere di pesanti accuse, come quelle di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e lesioni gravi o gravissime, oltre che di truffa ai danni della Regione e di falso, per due ore, davanti al giudice Micaela Curami e al pm Pradella, si è difeso, ha dato le sue spiegazioni, e avrebbe anche fatto qualche ammissione. Parlando, per esempio, delle codifiche degli interventi al seno definendole «non appropriate», spiegando che si trattava di irregolarità commesse su decisione della direzione sanitaria. Accanto a ciò il chirurgo ha «contestualizzato» le telefonate intercettate che gli sono state contestate, come quella in cui all'ex vice-direttore sanitario Gianluca Merlano aveva detto che alla Santa Rita «devi avere i pazienti» e «fare i drg». Oppure un'altra in cui aveva consigliato a un amico, a proposito della «redditività», di «investire su qualcuno che ha principalmente una patologia oncologica... cioè magari... non so come... tipo... lo... qualcosa sulla mammella», o quella in cui si è vantato: «Pescavo dappertutto, da Lodi dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare anche i polmoni... dall'Oltrepò pavese». Insomma, agghiacciante. Ma andiamo avanti, per esempio con quell'sms nel quale aveva scritto: «Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore. L'arsenio lupin della chirurgia». Ma lui, come ha dichiarato, ha sempre agito nell'interesse dei pazienti (sic).

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Marino Collacciani

11/06/2008










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