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I Capi di Stato dovranno trovare una strategia globale contro la fame e il caro cibo

Crisi mondiale dei rincari alimentari due miliardi di persone a rischio

Vigilia carica di aspettative per il vertice dei principali leaders mondiali che dal 3 al 5 giugno nella sede Fao di Roma metteranno a punto una strategia globale contro la crisi mondiale dei rincari dei generi alimentari. L'obiettivo è evitare che centinaia di milioni di persone finiscano sotto la soglia di povertà.

Il vertice tenterà di adottare misure per garantire aiuti immediati ai Paesi più poveri e definire azioni, a lungo termine, per rilanciare e migliorare la produzione agricola. Le questioni più urgenti sono i prezzi delle materie prime agricole, i cambiamenti climatici e l'uso dei biocarburanti. Il generale della Fao, Jacques Diouf, ha invitato i capi di Stato a cogliere questa «opportunità storica» per rilanciare la lotta contro la fame e la povertà. Oggi si stima siano 854 milioni le persone che soffrono la fame, di cui 820 milioni nei Paesi in via di sviluppo, i più colpiti dall'aumento dei prezzi alimentari e dai cambiamenti climatici. E stando ai dati della Banca mondiale, sono circa due miliardi le persone che lottano per sopravvivere a fronte di un aumento dell'83% negli ultimi tre anni.
Secondo i dati Fao, il prezzo dei generi alimentari ha registrato nei primi tre mesi del 2008 un ulteriore aumento del 53% mentre ad aprile è rimasto stabile ma si ritiene comunque improbabile che possa tornare ai livelli bassi degli anni passati. Anzi l'Agenzia dell'Onu ammonisce che i prezzi rimarranno alti per i prossimi 10 anni: ci sarà un aumento del 10% per riso e zucchero, del 20% per grano, di circa il 30% per burro, cereali minori e semi oleosi, fino a oltre il 50% per gli oli vegetali.
I rincari colpiscono soprattutto i consumatori poveri dei centri urbani e i produttori di generi non alimentari delle zone rurali dei paesi a basso reddito. Proprio la popolazione urbana ha dato vita nelle scorse settimane a proteste ad Haiti, Egitto e Somalia.
Intanto è in piena ascesa il mercato dei biocarburanti, da più fronti accusati di essere all'origine della salita dei prezzi delle materie prime agricole, ma che secondo la Fao non hanno inciso sulle recenti crisi. I Paesi importatori netti di prodotti petroliferi e materie prime agricole nel mirino del caro-cibo sono 22. Intanto il direttore della Fao, Jacques Diouf, per fronteggiare l'emergenza ha già chiesto 1,2-1,7 miliardi di dollari ai Paesi membri. La Banca mondiale ha già stanziato 1,2 miliardi di dollari. Ad aggravare la situazione c'è la variabilità del clima. Dei 262 milioni di persone colpite annualmente da disastri provocati dal clima (ad esempio le alluvioni) tra il 2000 e il 2004, oltre il 98% vive nei Paesi in via di sviluppo, che dipendono soprattutto da agricoltura e pesca.

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01/06/2008










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