Il vertice tenterà di
adottare misure per garantire aiuti immediati ai Paesi più
poveri e definire azioni, a lungo termine, per rilanciare e
migliorare la produzione agricola. Le questioni più urgenti
sono i prezzi delle materie prime agricole, i cambiamenti
climatici e l'uso dei biocarburanti. Il generale della Fao,
Jacques Diouf, ha invitato i capi di Stato a cogliere
questa «opportunità storica» per rilanciare la lotta contro
la fame e la povertà. Oggi si stima siano 854 milioni le
persone che soffrono la fame, di cui 820 milioni nei Paesi
in via di sviluppo, i più colpiti dall'aumento dei prezzi
alimentari e dai cambiamenti climatici. E stando ai dati
della Banca mondiale, sono circa due miliardi le persone
che lottano per sopravvivere a fronte di un aumento
dell'83% negli ultimi tre anni.
Secondo i dati Fao, il
prezzo dei generi alimentari ha registrato nei primi tre
mesi del 2008 un ulteriore aumento del 53% mentre ad aprile
è rimasto stabile ma si ritiene comunque improbabile che
possa tornare ai livelli bassi degli anni passati. Anzi
l'Agenzia dell'Onu ammonisce che i prezzi rimarranno alti
per i prossimi 10 anni: ci sarà un aumento del 10% per riso
e zucchero, del 20% per grano, di circa il 30% per burro,
cereali minori e semi oleosi, fino a oltre il 50% per gli
oli vegetali.
I rincari colpiscono soprattutto i
consumatori poveri dei centri urbani e i produttori di
generi non alimentari delle zone rurali dei paesi a basso
reddito. Proprio la popolazione urbana ha dato vita nelle
scorse settimane a proteste ad Haiti, Egitto e Somalia.
Intanto è in piena ascesa il mercato dei biocarburanti,
da più fronti accusati di essere all'origine della salita
dei prezzi delle materie prime agricole, ma che secondo la
Fao non hanno inciso sulle recenti crisi. I Paesi
importatori netti di prodotti petroliferi e materie prime
agricole nel mirino del caro-cibo sono 22. Intanto il
direttore della Fao, Jacques Diouf, per fronteggiare
l'emergenza ha già chiesto 1,2-1,7 miliardi di dollari ai
Paesi membri. La Banca mondiale ha già stanziato 1,2
miliardi di dollari. Ad aggravare la situazione c'è la
variabilità del clima. Dei 262 milioni di persone colpite
annualmente da disastri provocati dal clima (ad esempio le
alluvioni) tra il 2000 e il 2004, oltre il 98% vive nei
Paesi in via di sviluppo, che dipendono soprattutto da
agricoltura e pesca.
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01/06/2008