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Gli studenti di sinistra si difendono «Urlavamo solo slogan in corridoio»

Giuseppe Grifeo
«Minacciare? Sequestrare? Un'accusa pesantissima e assurda». Rispondono così gli studenti della Rete per l'Autoformazione, organizzatori della manifestazione dell'altro ieri all'Università La Sapienza, conclusa nell'edificio di Lettere, nei corridoi intorno agli uffici del preside di Facoltà.

Ieri erano tutti lì a discuterne, libri e borse alla mano, alcuni presi a digitare comunicati stampa su pc portatili. «Il corteo era molto partecipato - dice Carlo, esponente del movimento - Abbiamo sfilato sotto la pioggia, poi siamo tornati in Facoltà: il corridoio si è riempito subito, ma non abbiamo sequestrato nessuno. Urlavamo slogan, battevamo le mani, alcuni anche sui muri. Ma nulla più. Tutto è duratodieci minuti circa».
Tutti i giovani universitari incontrati a Lettere hanno dato versioni simili. «Il preside avrebbe potuto parlare tranquillamente agli studenti, piuttosto che rinchiudersi e fare la parte dell'assediato», sottolinea Marco. «Chiunque poteva passare. Non c'era blocco - conclude il membro del collettivo - Mai dati calci alla porta dell'ufficio di presidenza, mai minacciati i figli del preside. Abbiamo solo chiesto civilmente le dimissioni di Pescosolido: ha pesanti responsabilità per il clima di tensione e le aggressioni, cercando di legittimare un gruppo eversivo neo nazista. Speriamo che non si torni a un'epoca di scontri fisici, ma si pensi solo al confronto dialettico». I collettivi stanno valutando l'opportunità di querelare il preside per diffamazione aggravata a mezzo stampa.

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31/05/2008










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