Ieri erano tutti lì a discuterne, libri e borse
alla mano, alcuni presi a digitare comunicati stampa su pc
portatili. «Il corteo era molto partecipato - dice Carlo,
esponente del movimento - Abbiamo sfilato sotto la pioggia,
poi siamo tornati in Facoltà: il corridoio si è riempito
subito, ma non abbiamo sequestrato nessuno. Urlavamo
slogan, battevamo le mani, alcuni anche sui muri. Ma nulla
più. Tutto è duratodieci minuti circa».
Tutti i giovani
universitari incontrati a Lettere hanno dato versioni
simili. «Il preside avrebbe potuto parlare tranquillamente
agli studenti, piuttosto che rinchiudersi e fare la parte
dell'assediato», sottolinea Marco. «Chiunque poteva
passare. Non c'era blocco - conclude il membro del
collettivo - Mai dati calci alla porta dell'ufficio di
presidenza, mai minacciati i figli del preside. Abbiamo
solo chiesto civilmente le dimissioni di Pescosolido: ha
pesanti responsabilità per il clima di tensione e le
aggressioni, cercando di legittimare un gruppo eversivo neo
nazista. Speriamo che non si torni a un'epoca di scontri
fisici, ma si pensi solo al confronto dialettico». I
collettivi stanno valutando l'opportunità di querelare il
preside per diffamazione aggravata a mezzo stampa.
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31/05/2008