C'è una famiglia arrivata da Le Havre che inganna
il tempo gustando un gelato. Dietro di loro un prete prova
a farsi ombra sotto il lugo muro che circonda il Vaticano.
Lungo la fila c'è anche una coppia di Venezia in viaggio di
nozze. Un americano, arrivato a una cinquantina di metri da
quella «benedetta» meta, si accorge di essere in bermuda e
corre in uno dei tanti negozi di via Ottaviano e viale
Giulio Cesare in cerca di un pantalone a pochi euro. Del
resto è noto, ai Musei Vaticani non si entra in pantaloni
corti. Poco importa, comunque. Non sarà né il primo né
l'ultimo, è solo uno dei 4.310.083 visitatori che in un
anno comprano, al prezzo di 15 euro, un biglietto per
entrerare nel museo più visitato d'Italia.
Il bilancio
delle esposizioni italiane, da quelle artistiche a quelle
scientifiche passando per le archeologiche, è sempre più in
crescita, spiega il dossier del Touting Club italiano. E
attrae sempre più turisti. È nelle città d'arte, infatti,
che si concentra il 36 per cento degli arrivi. Nell'anno
che ci siamo lasciati alle spalle, i 30 musei più visitati
d'Italia hanno ospitato 24,5 milioni di persone, 78.000 al
giorno. Un risultato che può assumere ulteriore rilievo
facendo un paragone, magari un po' azzardato, con il numero
di biglietti staccati nel 2006 per le partite di calcio:
20,4 milioni.
La «Top Ten», dunque. Il primo posto dei
musei più visitati, come detto, va ai Musei Vaticani per i
quali è necessario attendere sotto il sole o la pioggia
anche qualche ora. A volte la fila, che termina a viale
Vaticano, inizia anche a piazza Risorgimento. E nonostante
il sacrificio i turisti, calamitati dalle Stanze di
Raffaello o dalla Galleria delle Mappe, sono aumentati del
24,4 per cento.
Il secondo museo più visitato in Italia
è a Napoli, e accoglie ogni anno due milioni e mezzo di
«curiosi» agli Scavi di Pompei. Sul terzo gradino del podio
sale invece la Galleria degli Uffizi di Firenze. Poi a
pioggia il Palazzo Ducale di Venezia, il «costoso» (16 euro
per entrare) Acquario di Genova, la Galleria dell'Accademia
e l'Opera di Santa Croce sempre a Firenze, per poi tornare
a Roma nel Bioparco (896.406 visitatori, +20,2% nel 2007),
al Museo Centrale del Risorgimento e, decimo in classifica,
a Castel Sant'Angelo con i suoi cannoni e la sua vista
mozzafiato sulla Capitale. Insomma, sono le esposizioni
d'arte quelle che più attraggono il pubblico, mentre le
prime dieci di interesse storico diminuiscono il numero di
visitatori: in un anno 57.797 «unità» in meno.
Nel
2007, però, molti musei hanno dovuto accettare un calo nei
numeri. È il caso della Reggia di Caserta (-6,5 per cento),
del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (-6,7%) e i
templi di Paestum (7,5 per cento).
Il maggior business
arriva della esposizioni temporanee (in media vengono
organizzate 64 mostre l'anno per museo), che affiancano
quelle permanenti. Le prime diventano un utile strumento di
ricerca per chi gestisce lo spazio espositivo, permettendo
l'accesso e lo studio di «pezzi» provenienti da altre
raccolte e promuovendo la cooperazioni tra i vari istituti.
Tutti, dai più piccoli ai più grandi, si stanno
adeguando nell'offerta dei servizi e nella politica dei
prezzi, particolarmente conveniente per gruppi o studenti.
Trovare una soluzione al problema-file, invece, sarà ancora
difficile considerato l'appeal che suscitano i nostri
musei. Giapponesi, americani o australiani dovranno
sopportare l'attesa, magari continuando ad affilare le
macchine digitali.
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30/05/2008