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Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Quando manca ancora ...

Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it
Quando manca ancora un'ora e un quarto prima di intravedere la biglietteria, il giapponese col suo marsupio in vita sta già affilando la macchina fotografica digitale, a quindici megapixel, come fosse l'antica spada del suo trisnonno samurai.

C'è una famiglia arrivata da Le Havre che inganna il tempo gustando un gelato. Dietro di loro un prete prova a farsi ombra sotto il lugo muro che circonda il Vaticano. Lungo la fila c'è anche una coppia di Venezia in viaggio di nozze. Un americano, arrivato a una cinquantina di metri da quella «benedetta» meta, si accorge di essere in bermuda e corre in uno dei tanti negozi di via Ottaviano e viale Giulio Cesare in cerca di un pantalone a pochi euro. Del resto è noto, ai Musei Vaticani non si entra in pantaloni corti. Poco importa, comunque. Non sarà né il primo né l'ultimo, è solo uno dei 4.310.083 visitatori che in un anno comprano, al prezzo di 15 euro, un biglietto per entrerare nel museo più visitato d'Italia.
Il bilancio delle esposizioni italiane, da quelle artistiche a quelle scientifiche passando per le archeologiche, è sempre più in crescita, spiega il dossier del Touting Club italiano. E attrae sempre più turisti. È nelle città d'arte, infatti, che si concentra il 36 per cento degli arrivi. Nell'anno che ci siamo lasciati alle spalle, i 30 musei più visitati d'Italia hanno ospitato 24,5 milioni di persone, 78.000 al giorno. Un risultato che può assumere ulteriore rilievo facendo un paragone, magari un po' azzardato, con il numero di biglietti staccati nel 2006 per le partite di calcio: 20,4 milioni.
La «Top Ten», dunque. Il primo posto dei musei più visitati, come detto, va ai Musei Vaticani per i quali è necessario attendere sotto il sole o la pioggia anche qualche ora. A volte la fila, che termina a viale Vaticano, inizia anche a piazza Risorgimento. E nonostante il sacrificio i turisti, calamitati dalle Stanze di Raffaello o dalla Galleria delle Mappe, sono aumentati del 24,4 per cento.
Il secondo museo più visitato in Italia è a Napoli, e accoglie ogni anno due milioni e mezzo di «curiosi» agli Scavi di Pompei. Sul terzo gradino del podio sale invece la Galleria degli Uffizi di Firenze. Poi a pioggia il Palazzo Ducale di Venezia, il «costoso» (16 euro per entrare) Acquario di Genova, la Galleria dell'Accademia e l'Opera di Santa Croce sempre a Firenze, per poi tornare a Roma nel Bioparco (896.406 visitatori, +20,2% nel 2007), al Museo Centrale del Risorgimento e, decimo in classifica, a Castel Sant'Angelo con i suoi cannoni e la sua vista mozzafiato sulla Capitale. Insomma, sono le esposizioni d'arte quelle che più attraggono il pubblico, mentre le prime dieci di interesse storico diminuiscono il numero di visitatori: in un anno 57.797 «unità» in meno.
Nel 2007, però, molti musei hanno dovuto accettare un calo nei numeri. È il caso della Reggia di Caserta (-6,5 per cento), del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (-6,7%) e i templi di Paestum (7,5 per cento).
Il maggior business arriva della esposizioni temporanee (in media vengono organizzate 64 mostre l'anno per museo), che affiancano quelle permanenti. Le prime diventano un utile strumento di ricerca per chi gestisce lo spazio espositivo, permettendo l'accesso e lo studio di «pezzi» provenienti da altre raccolte e promuovendo la cooperazioni tra i vari istituti.
Tutti, dai più piccoli ai più grandi, si stanno adeguando nell'offerta dei servizi e nella politica dei prezzi, particolarmente conveniente per gruppi o studenti. Trovare una soluzione al problema-file, invece, sarà ancora difficile considerato l'appeal che suscitano i nostri musei. Giapponesi, americani o australiani dovranno sopportare l'attesa, magari continuando ad affilare le macchine digitali.

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30/05/2008










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