166 addetti e un
fatturato annuo di 2,4 mld di euro. Circa i due terzi delle
imprese che operano nel settore hanno un fatturato che
oscilla tra 250mila e 5 milioni di euro. Peraltro c'è da
dire che è rilevante la percentuale di imprese, il 47% del
totale, che nel 2006 ha chiuso il bilancio in perdita. A
pesare, infatti, è l'incidenza del fisco, soprattutto per
effetto dell'Irap la cui base imponibile è largamente
influenzata dall'alto costo del lavoro che rappresenta ben
oltre il 60% dei costi operativi.
Andando a vedere il
dettaglio dei clienti, l'utenza privata rappresenta circa
il 5% del totale mentre aumentano in modo significativo gli
enti e le amministrazioni che si affidano agli istituti di
vigilanza. Una stima totale dei clienti supera un milione e
200mila mentre sono circa la metà i servizi di collegamento
alle centrali operative, compresi i tele-allarmi, la
videosorveglianza, la localizzazione satellitare e le
tecnologie avanzate. Nel nostro Paese il numero degli
addetti del settore rispetto alla popolazione è uno ogni
1.203 abitanti, indice considerato estremmemnte basso
secondo il giudizio del presidente di Federsicurezza. «La
vigilanza privata - ha detto Luigi Gabriele - deve essere
considerata come parte integrante del sistema di sicurezza
nazionale, anche se con la connotazione di complementarietà
delegata».
Quindi, Federsicurezza chiede «il
perfezionamento del percorso di definizione dell'assetto
legislativo e regolamentare di governo del comparto, con
l'approvazione di una legge-quadro di riforma del settore
in cui venga definito lo status giuridico delle guardie
giurate».
La media dei dipendenti delle imprese di
vigilanza privata è leggermente superiore al Centro (56)
rispetto alle regioni del Nord e del sud (49).
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29/05/2008