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La proposta di Francesco Palazzi, leader nell'assistenza non solo ai divi del jet-set

«Un albo per chi si occupa della sicurezza personale»

In vent'anni di lavoro e di passione ha dato impulso a un'attività che si occupa di sicurezza personale a tutto tondo. Senza l'uso di armi Francesco Palazzi garantisce in Italia, in Europa e sovente in America il soggiorno e gli spostamenti di quanti richiedano alla sua agenzia una protezione discreta, quanto efficace.


In molti sanno che il ct della Nazionale campione del mondo, Marcello Lippi, è suo suocero. Ma a lui il calcio interessa solo come fenomeno sociale visto che alla società ha guardato quando ha creato a Roma la sua agenzia.
Ci sono personaggi del jet-set tra i suoi clienti. «Certamente, e i divi internazionali hanno fatto conoscere più in fretta il nostro lavoro. Ma la realtà che occupiamo è variegata». Respingete, quindi, la definizione di bodyguard? «Francamente sì. È riduttiva e non aiuta a comprendere quelli che sono poi, molto più spesso, le vere esigenze della popolazione interessata: dalle apparizioni in pubblico all'acquisto di un biglietto aereo, dall'organizzazione di un soggiorno a una serie di spostamenti, spesso oggettivamente "a rischio"».
C'è il pericolo di essere «clonati» nella vostra attività? «Difficile se la si svolge professionalmente, con il giusto rigore. In ogni caso, ritengo che siano maturi in Italia i tempi per la creazione di un albo degli operatori del nostro settore: un censimento che consenta di verificare attitudini e attendibilità attraverso test specifici sugli addetti, e agevoli nel contempo il controllo da parte del fisco».
Mar. Coll.

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29/05/2008










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