Che sono finito in carcere perché questa ha detto certe cose».
A parlare è Patrick Lumumba Diya: il musicista congolese - che aveva passato due settimane in carcere - esce dall'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher: infatti, il gip di Perugia ha archiviato ieri il procedimento a suo carico «per non avere commesso il fatto».
Nessuna festa, però. «Per rispetto di Mez» ha spiegato Patrick, sottolineando di «non avere niente da dire» ad Amanda Knox che lo aveva tirato in ballo: «La giustizia farà il suo corso».
Di sicuro per Lumumba si chiude «un incubo», come lo hanno definito i suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli. L'inchiesta è stata archiviata dal gip Claudia Matteini su richiesta del sostituto procuratore Giuliano Mignini. Per il pm non c'è nulla che colleghi Lumumba al delitto avvenuto nel casolare di via della Pergola la notte tra il primo e 2 novembre del 2007. Nemmeno le dichiarazioni della Knox, che «nonostante i ricordi confusi» dall'uso dell'hascisch riferì agli inquirenti che era stato proprio Patrick a uccidere Meredith dopo essersi appartato in camera sua. Una testimonianza, secondo il pm, finalizzata a sviare i sospetti da Raffaele Sollecito e da Rudy Guede. Il magistrato ritiene invece «ormai assodato» che la Knox, Guede e Sollecito fossero sulla scena del delitto: la chiusura dell'inchiesta sembra ormai prossima per loro.
C'è da dire che nel decreto di archiviazione, il gip ha sostenuto che quando venne emessa l'ordinanza di custodia per Lumumba c'erano «tutti i presupposti di legge» per il carcere. L'indagine successiva ha, però, delineato l'estraneità del musicista al delitto, «acquisendo riscontri alla sua versione» ha scritto il gip. Una in particolare: Lumumba era nel suo pub mentre Meredith veniva uccisa. «Circostanza inconciliabile con una sua eventuale presenza nella casa di via della Pergola al momento dell'omicidio» secondo lo stesso giudice. «Sul luogo del delitto non c'è traccia alcuna di Patrick» ha sottolineato l'avvocato Pacelli, il quale ha definito «calunniose e mendaci» le dichiarazioni della Knox (per lei potrebbe essere ora avviato d'ufficio un procedimento per calunnia). «Anche da questo punto di vista Patrick ha avuto piena giustizia - ha affermato il legale - e la farà valere nelle sedi e al momento opportuno».
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Marino Collacciani
28/05/2008