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«Phoenix» in cerca dell'acqua e della vita su Marte

I suoi occhi hi-tech sono i primi in assoluto ad osservare il paesaggio inedito del Polo Nord marziano: dopo il perfetto arrivo sul suolo alle 1,53 dell'altra notte, la sonda della Nasa Phoenix è il primo veicolo a scendere sui poli di Marte. Il suo arrivo è il risultato di una tecnologia avanzatissima, ma non sufficiente a mettere da parte uno dei riti scaramantici più in voga nel Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, responsabile della missione: le «noccioline della buona fortuna» che per caso negli anni '60 accompagnarono una delle missioni Ranger, la prima ad avere successo dopo una lunga serie di fallimenti.


Tutto è andato nel migliore dei modi e adesso cominciano tre lunghi mesi di lavoro per Phoenix, destinata a raccogliere campioni del suolo di Marte e ad analizzarli nel suo laboratorio. Le risposte sono molto attese perché «Phoenix è la prima ad arrivare ai poli e sarà anche l'ultima a farlo nei prossimi dieci anni», spiega l'esperto di geologia planetaria Gian Gabriele Ori, direttore della Scuola internazionale per la ricerca in scienze planetarie (Irsps) dell'università «Gabriele D'Annunzio» di Pescara. Il prossimo veicolo sarà infatti il Mars Sample Return (Msr), al quale l'Europa potrebbe collaborare con la Nasa non prima del 2020.
«Le prime immagini inviate da Phoenix sono magnifiche e spettacolari» commenta Ori. La cosa che colpisce di più sono le strutture poligonali fotografare dalla sonda: «sono formazioni molto simili a quelle delle zone artiche della Terra». Quando il braccio meccanico di Phoenix si metterà a scavare, i campioni del suolo artico marziano saranno analizzati e forse permetteranno di sapere qualcosa di più su queste misteriose formazioni. Ma sopratutto i processi di congelamento e decongelamento potrebbero aiutare a trovare a rispondere alla domanda numero uno: su Marte c'è acqua allo stato liquido? Si potrà anche sapere se queste formazioni sono il risultato recente di una vita geologica attiva su Marte, proprio come avviene sulla Terra, o se invece sono resti ormai «congelati» di un'attività passata.

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27/05/2008










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