Raccontava, ieri, il «Sunday Express», che il team
manager della Renault qualche giorno fa ha organizzato un
party nella sua residenza londinese a Chelsea. Tra una
chiacchiera e l'altra, indiscrezioni sulla due-tre giorni
di festeggiamenti nuziali romani, l'eccentrico Flavio
avrebbe avuto la pensata: «impressionare» le signore
presenti al suo party mostrando la vera chicca della casa:
«l'albero degli orologi».
L'albero in questione, altro
non è che un particolare porta-orologi, passione del
manager che ne conta (ma ne contava di più prima della
serata incriminata) un numero non ben precisato ma assai
ampio. Ogni ramo regge un modello (dal Cartier di annata
all'ultimo Rolex, solo per fare i nomi dei marchi più
famosi). Non solo: quei rami si muovono 24 ore su 24 in
modo da tenere gli orologi con carica automatica sempre in
movimento.
Deve averci messo molto, il padrone di
casa, a illustrare tutti i modelli appesi al grande albero
conservato nello spogliatoio. Lì accanto ai vestiti e gli
accessori da abbinare tra loro a seconda dell'occasione e
dello stato d'animo. Roba da ricchi, certo. E,
probabilmente, la vista di tutto quel ben di dio deve aver
creato un po' di invidia in qualcuno degli invitati. Rosso
di stizza, nel via vai generale, l'amico o amica di turno
s'è trasformato in un Arsenio Lupin dalle mani di velluto.
Flavio, salutato l'ultimo dei suoi ospiti, quando è
tornato nello spogliatoio ha rischiato l'infarto: tutti gli
orologi spariti, volatilizzati. «Di sicuro qualche ospite
con le dita leste ha pensato che un uomo così ricco non si
fa un cruccio se i suoi invitati se ne vanno via con un
souvenir», chiosava il «Sunday Express».
Difficile
pensare che, davanti allo scempio, Briatore sia rimasto
impassibile. A parte il valore intrinseco degli oggetti
(che sommato alle spese che sicuramente il manager sta
sostenendo per le sue nozze, fa un bel danno), per i
collezionisti gli orologi son «piezz 'e core».
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26/05/2008