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Cina, la terra trema ancora Il Papa lancia un appello

Marino Collacciani
m.collacciani@iltempo.it
Se «Xixi», uno dei due panda scomparsi durante il terremoto del 12 maggio, è stato avvistato resta il terrore nella provincia del Sichuan. Ne è ben consapevole il Papa che ieri ha avuto un nuovo gesto di attenzione verso la Cina: da piazza San Pietro Benedetto XVI ha rinnovato durante l'Angelus il cordoglio per le vittime e la vicinanza spirituale ai sopravvissuti, sollecitando la solidarietà internazionale.

Ha, inoltre, ribadito la richiesta che i cattolici cinesi siano liberi di testimoniare la propria fede e di essere fedeli al Papa.
L'occasione per questo intervento gli è stata data dalla presenza in piazza di un folto gruppo di pellegrini cinesi, che sabato avevano partecipato alla Giornata mondiale di preghiera per i cattolici cinesi, indetta dal Pontefice.
«Saluto con grande affetto - ha detto davanti a circa diecimila persone radunate sotto la finestra del suo studio - i pellegrini di lingua cinese, che sono convenuti a Roma da tutta Italia in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina; affido all'amore misericordioso di Dio tutti quei vostri concittadini che in questi giorni sono morti in conseguenza del terremoto che ha colpito una vasta aerea del vostro Paese; rinnovo la mia vicinanza personale a quanti stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione».
La Cina, dove convivono due chiese ancora formalmente divise, quella clandestina fedele al Papa e quella ufficiale controllata dal governo, - ma dove da tempo il Vaticano sta cercando un modus vivendi con il governo per nominare vescovi di propria scelta e per far sì che il clero della Chiesa patriottica manifesti pubblicamente fedeltà a Roma - resta una delle priorità del pontificato, e negli ultimi mesi papa Ratzinger ha moltiplicato i propri gesti di attenzione al grande Paese asiatico, tra l'altro ospitando in Vaticano lo scorso 7 maggio l'Orchestra Filarmonica di Pechino che ha eseguito un concerto in suo onore. Così facendo, la Santa Sede spera in una sempre maggiore apertura della Cina all'Occidente e nella possibilità, in tempi non lunghi, di stringere relazioni diplomatiche con Pechino.
Ma torniamo nel Sichuan dove ieri si è registrata una nuova forte scossa. Secondo il bilancio aggiornato, il sisma ha ucciso almeno 62.664 persone oltre alle 23.775 ancora disperse e creato oltre 5 milioni di sinistrati. Un uomo di 80 anni è stato estratto vivo ieri, dopo undici giorni, dalle macerie della sua casa di Mianzhu, dove è sopravvissuto per 266 ore, pari a due settimane, benché bloccato da una trave di cemento.
La scossa di ieri, di magnitudo 6,4 gradi Richter (5,8 secondo l'istituto geofisico statunitense Usgs), con epicentro nel distretto di Qingchuan, ha ucciso almeno una persona, ne ha ferite diverse centinaia e demolito almeno 70.000 case. Il tutto, alla vigilia di un'ondata di maltempo che annuncia la stagione monsonica e che i meteorologi prevedono porterà piogge intense e forte vento.

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26/05/2008










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