Ha, inoltre, ribadito la richiesta che i
cattolici cinesi siano liberi di testimoniare la propria
fede e di essere fedeli al Papa.
L'occasione per
questo intervento gli è stata data dalla presenza in piazza
di un folto gruppo di pellegrini cinesi, che sabato avevano
partecipato alla Giornata mondiale di preghiera per i
cattolici cinesi, indetta dal Pontefice.
«Saluto con
grande affetto - ha detto davanti a circa diecimila persone
radunate sotto la finestra del suo studio - i pellegrini di
lingua cinese, che sono convenuti a Roma da tutta Italia in
occasione della Giornata mondiale di preghiera per la
Chiesa in Cina; affido all'amore misericordioso di Dio
tutti quei vostri concittadini che in questi giorni sono
morti in conseguenza del terremoto che ha colpito una vasta
aerea del vostro Paese; rinnovo la mia vicinanza personale
a quanti stanno vivendo ore di angoscia e di
tribolazione».
La Cina, dove convivono due chiese
ancora formalmente divise, quella clandestina fedele al
Papa e quella ufficiale controllata dal governo, - ma dove
da tempo il Vaticano sta cercando un modus vivendi con il
governo per nominare vescovi di propria scelta e per far sì
che il clero della Chiesa patriottica manifesti
pubblicamente fedeltà a Roma - resta una delle priorità del
pontificato, e negli ultimi mesi papa Ratzinger ha
moltiplicato i propri gesti di attenzione al grande Paese
asiatico, tra l'altro ospitando in Vaticano lo scorso 7
maggio l'Orchestra Filarmonica di Pechino che ha eseguito
un concerto in suo onore. Così facendo, la Santa Sede spera
in una sempre maggiore apertura della Cina all'Occidente e
nella possibilità, in tempi non lunghi, di stringere
relazioni diplomatiche con Pechino.
Ma torniamo nel
Sichuan dove ieri si è registrata una nuova forte scossa.
Secondo il bilancio aggiornato, il sisma ha ucciso almeno
62.664 persone oltre alle 23.775 ancora disperse e creato
oltre 5 milioni di sinistrati. Un uomo di 80 anni è stato
estratto vivo ieri, dopo undici giorni, dalle macerie della
sua casa di Mianzhu, dove è sopravvissuto per 266 ore, pari
a due settimane, benché bloccato da una trave di cemento.
La scossa di ieri, di magnitudo 6,4 gradi Richter (5,8
secondo l'istituto geofisico statunitense Usgs), con
epicentro nel distretto di Qingchuan, ha ucciso almeno una
persona, ne ha ferite diverse centinaia e demolito almeno
70.000 case. Il tutto, alla vigilia di un'ondata di
maltempo che annuncia la stagione monsonica e che i
meteorologi prevedono porterà piogge intense e forte vento.
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26/05/2008