Il nostro scopo immediato è
umanitario». Al contrario, la giunta militare al potere nel
Paese insiste soprattutto nel chiedere assistenza per la
ricostruzione e spera di ricevere a questo fine circa 10,7
miliardi di dollari.
Il ministro Thein Sein ha
annunciato che la giunta «esaminerà» la possibilità di
lasciare entrare nel Paese gli operatori umanitari
stranieri.
Una cinquantina di Paesi, agenzie delle
Nazioni Unite e organizzazioni non governative hanno preso
parte alla riunione, organizzata congiuntamente dall'Onu e
dall'Asean, l'Associazione delle nazioni del sud est
asiatico, di cui la Birmania è membro. Tra questi anche il
ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, che ha
manifestato l'appoggio di Pechino per un «ruolo maggiore»
dell'Onu in Birmania. La Cina, stretto alleato della
Birmania, in passato ha spesso appoggiato la posizione
della giunta birmana volta a limitare al minimo il ruolo
delle Nazioni Unite nel Paese.
Il ciclone Nargis ha
causato oltre 133 mila fra morti e dispersi, secondo i
bilanci ufficiali, e quasi due milioni e mezzo di
sinistrati, la maggior parte dei quali, secondo l'Onu,
ancora non ha ricevuto aiuti internazionali.
Vai alla homepage
26/05/2008