Ieri così ha decretato a Milano l'udienza preliminare sulla
vicenda della tentata scalata di Bpi ad Antonveneta.
Forse per la prima volta in Italia, la vicenda ha
consentito alla Procura di recuperare in totale, tra denaro
confiscato e versato come pena pecuniaria, circa 350
milioni di euro, compresi quelli del patteggiamento della
ex Bpielle, avvenuto circa un anno fa..
Il giudice
Luigi Varanelli, dopo aver respintoieri mattina tutte le
eccezioni, prima di leggere il decreto con cui ha disposto
il processo per 19 dei 76 imputati, ha spiegato ai legali,
non solo che non ha motivato, perché questo sarà compito
del Tribunale, ma anche «i limiti dell'udienza preliminare
per l'impossibilità di sovrapporsi a quello che sarà la
valutazione in dibattimento». Così facendo ha lasciato
intendere che l'udienza preliminare è un «filtro» e che le
prove dovranno essere vagliate nel corso del processo che
si aprirà il prossimo 23 ottobre davanti alla seconda
sezione penale del Tribunale e che vedrà alla sbarra non
solo Fazio, Frasca e Grillo, ma anche, tra gli altri, l'ex
ad di Bpi Gianpiero Fiorani, gli ex vertici di Unipol,
Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, il consulente
finanziario Bruno Bertagnoli, l'imprenditore nel settore
immobiliare, Luigi Zunino, e anche l'ex calciatore
Giampiero Marini: a vario titolo, le accuse sono di
aggiotaggio, appropriazione indebita e ostacolo
all'attività degli organi di vigilanza.
C'è da dire,
peraltro, che i nomi di Fiorani, Consorte e Sacchetti
figurano tra le persone che ieri hanno patteggiato, anche
se si tratta di un patteggiamento parziale, relativo cioè
solo ad alcuni reati. In questo modo, l'ex banchiere di
Lodi ha concordato una pena a tre anni e tre mesi di
reclusione per l'altra parte delle accuse contestate:
l'associazione per delinquere, l'appropriazione indebita e
la truffa ai danni dello Stato. Ha messo, inoltre, a
disposizione i suoi capitali depositati circa 40 milioni
sui suoi conti correnti esteri. I due ex dirigenti della
compagnia assicurativa hanno concordato la pena a dieci
mesi e il versamento di oltre 12 milioni di euro, per
appropriazione indebita e truffa, all'Agenzia delle
Entrate.
Grazie al patteggiamento sono usciti dal
processo il finanziere bresciano Emilio Gnutti (due anni e
un mese di reclusione e 60 mila euro di multa), gli
immobiliaristi romani Stefano Ricucci (un anno e 10.400
euro di multa) e Danilo Coppola (otto mesi, 5 milioni
confiscati e 14 milioni da versare all'Agenzia delle
Entrate) e l'ex direttore finanziario di Bpi Gianfranco
Boni (due anni e sei mesi). Le società sono, invece, la
Magiste International e la Garlsson Real Estate di Ricucci
e Fingruppo Holding e Gp Finanziaria di Gnutti, alle quali
verrano confiscati circa 48 milioni di euro complessivi.
«Profonda delusione» è stata espressa dai difensori di
Fazio e di Frasca mentre quelli di Grillo hanno parlato di
decisione presa sulla scorta «del clamore della vicenda».
Si registra, infine, la posizione di uno dei legali degli
ex vertici di Unipol: «Già in udienza preliminare - ha
detto Giovanni Maria Dedola - rispetto al massacro che per
anni Consorte ha subito tutto è stato ridimensionato e che
con il patteggiamento i circa 48 milioni sequestrati
ritornano ai miei assistiti, a parte una percentuale
relativa a due operazioni in borsa. Quindi si afferma quel
che abbiamo sempre sostenuto: che quei soldi erano il
compenso delle consulenze prestate per la vicenda Telecom».
Vai alla homepage
24/05/2008