Lo ha rivelato lo stesso archeologo, in
un'intervista concessa, al suo rientro in Italia dopo la
campagna di scavo, alla testata scientifica telematica
www.scienzaonline.com..
Sono intriganti i dettagli di
questo misterioso omicidio, emersi dallo studio
paleo-patologico del corpo della donna, che sicuramente fu
seppellito con tutti gli onori non oltre le 48 ore dal
decesso, ancora irrigidito nel rigor mortis, e rimasto in
tutti questi millenni nella medesima posizione in cui la
morte l'aveva immobilizzato: inginocchiata, con un braccio
a coprire gli occhi. Ma quella signora vide sicuramente in
faccia il suo assassino, poiché la ferita dell'ascia sulla
sua fronte è centrale.
A complicare il mistero di
questo «giallo» di 4000 anni fa sono i segni dell'alto
rango sociale presenti nel corredo funebre della signora
uccisa: c'e' anche il suo sigillo in bronzo, indizio certo
del potere amministrativo che veniva affidato alle donne di
quell'antica cultura di mercanti carovanieri del deserto. È
una cultura che Rossi Osmida sospetta di avere mantenuto
alcuni elementi matriarcali: lo si puo' evincere, come
spiega l'archeologo italiano, dal fatto che sono donne il
70 per cento delle persone seppellite nelle tombe della
necropoli della cittadella.
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23/05/2008