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Dubbi&Sospetti

Quel mistero in fondo al lago Trasimeno

Dal punto di vista giudiziario è un 2008 da incorniciare, quello di Francesco Calamandrei, ex farmacista di San Casciano Val di Pesa.

Pacciani  L'assoluzione di Firenze infatti fa il paio con quella di due mesi fa, a Perugia, dov'era tra gli indagati per l'omicidio del medico Francesco Narducci. Due vicende, umane e processuali, legate alla storia infinita dei delitti riconducibili al cosiddetto «mostro di Firenze».
Occhio al singolare, perchè è da lì che ha origine una doppia scuola di pensiero e investigativa. Da una parte chi pensava (e pensa tuttora) che le esecuzioni di coppiette fossero opera di un singolo o al massimo di un gruppetto di «compagni di merende», dall'altra chi invece pensava (e continua a pensare) che dietro si nascondesse una realtà ancora più oscura e inquietante, legata all'esoterismo, a festini e messe nere celebrate con parti di corpi femminili asportate durante i delitti. Per l'accusa, Calamandrei era mandante, interlocutore tra i due livelli e reclutatore degli assassini. Oggi sappiamo che non è così.
Eppure su Calamandrei le procure di Perugia e Firenze avevano da anni acceso i riflettori. Nel 2004, convocato a Perugia, il difensore di Pietro Pacciani, l'avvocato Pietro Fioravanti dichiarò un po' a sorpresa: «Poco prima di morire il mio assistito mi disse che sarebbe stato utile indagare sui ruoli di Calamandrei e di Narducci… Parlò di Calamandrei che era una persona interessata a questi discorsi di magia, chiaramente facendo riferimento ai delitti del mostro, nonchè di un medico di Firenze che non era buono a trombare». Narducci, in realtà, gli era stato presentato come un medico di Prato e frequentava la stessa variegata compagnia composta di stimati professionisti, avvocati, notai, architetti, medici, ma anche prostitute, maghi, guardoni.
Della conoscenza tra Narducci e Calamandrei, ci sono ripetute e dettagliate testimonianze. Il rapporto tra i due, come diceva lo stesso Pacciani, che invitò più volte a indagare in quella direzione e a far luce sulla strana morte del medico perugino, non è cosa secondaria. A Perugia resta tuttora in piedi l'inchiesta sullo scambio di cadavere - un unicum nella storia della cronaca italiana - ormai acclarato: il corpo ripescato al lago non era quello riesumato venti anni dopo, mentre è stata decisa l'archiviazione per quanto riguarda il legame con i mandanti dei delitti fiorentini. Mancanza di prove, quantomeno insufficienti quelle raccolte per reggere un processo. Però… Però almeno su alcuni fatti, ricoscontrati e definiti, si può ragionare e farsi una qualche domanda.
Attenzione alle date. L'ultimo duplice delitto del mostro è del 8 settembre 1985. Il 14 settembre il ministro degli Interni Oscar Luigi Scalfaro, su richiesta del pm Pierluigi Vigna, autorizza una «taglia» di 500 milioni, per chi fornisca informazioni utili alla catturare dell'assassino. L'8 ottobre, al lago Trasimeno, scompare misteriosamente il dottor Francesco Narducci, il cui nome compare in un elenco di 254 persone sospettate già dal 1984 e, a più di 20 anni di distanza, Narducci è anche l'unico di quell'elenco ad essere deceduto e da allora il mostro non ha colpito più. Ciliegina: a novembre 1985, il ministero ritira la taglia. Come se il giallo fosse stato risolto, mentre nel 2008 ancora si processa, indaga, condanna, assolve. Strano, no?

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Luca Cardinalini

22/05/2008










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