Il carrozzone delle primarie è quasi al
traguardo: dopo il voto di ieri, si esprimeranno Portorico
il primo giugno e due giorni dopo Montana e South Dakota.
Ieri sono stati assegnati un totale di 103 delegati, 51 in
Kentucky tra distillerie di bourbon, cavalli da corsa e
tabacco, 51 nell'Oregon progressista e riformista che
sembra tagliato addosso al candidato afro-americano.
Secondo il Washington Post, dietro le quinte, le due
campagne hanno da giorni cominciato a fumare il calumet
dela pace.
Questo spiega perchè Obama ha deciso di
smorzare i toni della festa nonostante che il traguardo
della maggioranza dei delegati eletti sia una pietra
miliare verso la nomination che potrebbe indurre molti
superdelegati ancora incerti a dichiararsi: «È una
situazione delicata. Lui vuole voltare pagina e per
battersi contro John McCain, ma non vuole rischiare neanche
di forzare i tempi e rischiare di alienarsi oltre la
Clinton i suoi numerosi sostenitori», ha scritto il New
York Times.
Hillary ha ricordato a Obama il suo
problema a farsi amare in stati che contano in vista del
voto di novembre. Stati "bianchi" come il Kentucky, la
Pennsylvania, l'Ohio, l'Indiana, il Michigan, l'Indiana e
la West Virginia. Per diventare presidente servono 270 voti
elettorali assegnati sulla base del "peso specifico" degli
stati conquistati in virtù del voto popolare: «Io ho vinto
in stati che pesanò 300 voti, lui 217».
Vai alla homepage
21/05/2008