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Superando grazie all'Oregon quota 1.627, il numero magico ...

Superando grazie all'Oregon quota 1.627, il numero magico della maggioranza di delegati eletti, Barack Obama festeggia in Iowa, lo stato granaio d'America da dove il 3 gennaio è partita la sua avventura verso la Casa Bianca. «Non così in fretta», lo ha avvertito però Hillary Clinton da Louisville in Kentucky, che si è schierato dalla sua parte.


Il carrozzone delle primarie è quasi al traguardo: dopo il voto di ieri, si esprimeranno Portorico il primo giugno e due giorni dopo Montana e South Dakota. Ieri sono stati assegnati un totale di 103 delegati, 51 in Kentucky tra distillerie di bourbon, cavalli da corsa e tabacco, 51 nell'Oregon progressista e riformista che sembra tagliato addosso al candidato afro-americano. Secondo il Washington Post, dietro le quinte, le due campagne hanno da giorni cominciato a fumare il calumet dela pace.
Questo spiega perchè Obama ha deciso di smorzare i toni della festa nonostante che il traguardo della maggioranza dei delegati eletti sia una pietra miliare verso la nomination che potrebbe indurre molti superdelegati ancora incerti a dichiararsi: «È una situazione delicata. Lui vuole voltare pagina e per battersi contro John McCain, ma non vuole rischiare neanche di forzare i tempi e rischiare di alienarsi oltre la Clinton i suoi numerosi sostenitori», ha scritto il New York Times.
Hillary ha ricordato a Obama il suo problema a farsi amare in stati che contano in vista del voto di novembre. Stati "bianchi" come il Kentucky, la Pennsylvania, l'Ohio, l'Indiana, il Michigan, l'Indiana e la West Virginia. Per diventare presidente servono 270 voti elettorali assegnati sulla base del "peso specifico" degli stati conquistati in virtù del voto popolare: «Io ho vinto in stati che pesanò 300 voti, lui 217».

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21/05/2008










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