• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
Italia news
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it La notte ...

Maurizio Piccirilli
m.piccirilli@iltempo.it
La notte continua a bruciare. Nella mente di Giampaolo Mattei, fratello di Virgilio e Stefano che quel 16 aprile 1973 morirono carbonizzati dalle fiamme appiccate dai militanti di Potere Operaio. E bruciano nella mente e nel corpo di Annamaria, la mamma che da allora, ogni istante della vita, rivive quei momenti.

Brucia perchè non solo giustizia non è stata fatta: tutti i colpevoli liberi e non hanno scontato un giorno di galera e il reato è finito in prescrizione. Ma come ripete Giampaolo Mattei «non è stata fatta verità». «La notte brucia ancora» è il libro che su quella tragedia Giampaolo ha scritto con Giommaria Monti e che ieri è stato presentato da Valter Veltroni e Gianfranco Fini. Il primo all'epoca andava a scuola il secondo apprese la notizia il mattino dopo a Palazzo del Drago allora sede del Msi.
E proprio il presidente della Camera sottolinea la necessità di fare chiarezza su quello assassinio. «La giustizia vuol dire continuare ad agire perchè i colpevoli paghino - ha detto Fini - l'esigenza di giustizia non va in prescrizione, può andarci un reato, ma è cosa ben diversa».
All'autore del libro, Giampaolo Mattei, Fini racconta come, nel corso della sua esperienza alla Farnesina, cercò di ottenere l'estradizione dell'autore della strage, Achille Lollo, rifugiato in Brasile: «Parlai a Lula e chiesi cosa potesse fare. Lui non potè che verificare l'inesistenza delle condizioni di legge per estradare Lollo, vista la prescrizione del reato». Tuttavia, secondo Fini, se i reati si possono prescrivere, ciò non vale «con l'esigenza di avere giustizia». Gli fa eco il segretario del Pd: «Dopo la guerra e il fascismo, gli anni di piombo sono stati i più brutti della nostra vita nei quali poteva capitare, per ragioni di opinioni diverse, di essere uccisi e bruciati vivi». Anni, evidenzia il segretario del Pd, «in cui il sangue scorreva a fiumi e ai quali oggi possiamo guardare con la durezza e la severità necessaria perchè non è mai finito il rischio che la violenza possa tornare».
Di quella vicenda, Fini ricorda le tragiche menzogne diffuse dall'informazione, non solo quella di sinistra: «Si arrivò - afferma - a negare l'evidenza delle ragioni politiche di quella strage. Penso alle nostre manifestazioni contro il Messaggero, che parlava di pista nera, di una strage maturata all'interno della sezione missina. Ricordo ancora il dolore e la sensazione di essere straniero in patria». Poi continuando nel ricordo personale di chi Virgilio Mattei conosceva, sottolinea: «Se alla mia generazione fossero mancati come punto di riferimento uomini come Giorgio Almirante, che ci insegnavano a non odiare, oggi parleremmo di guerra civile, e non di guerra civile strisciante». In platea Assunta Almirante si commuove e applaude. Ma Fini ritiene che «quegli anni sono lontani». Valter Veltroni che della memoria condivisa delle vittime degli Anni piombo ha fatto un punto d'orgoglio del suo mandato di sindaco di Roma ora lancia un allarme. «Bisogna stare attenti - spiega il segretario del Pd - slogan come "10, 100, 1000 Nassiriya" non sono diversi da "Camerata, basco nero, il tuo posto è al cimitero"». Entrambi lodano le parole del capo dello Stato, che nei giorni scorsi ha invitato a limitare agli ex terroristi le tribune radiotelevisive. Veltroni insiste: «se devono parlare raccontino le tante verità ancore ignote». E Giampaolo Mattei che ricorda come in un libro del 1999, il brigatista Morucci spiegò come e perchè fu compiuta la strage di Primavalle senza che nessun magistrato aprisse un'inchiesta, dice rivolto ai due politici: «Ecco perchè abbiamo nutrito una diffidenza totale verso le istituzioni».

Vai alla homepage

20/05/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

FOTO DEL GIORNO

Strada crollata a La Jolla

Frana in California

Case danneggiate e una strada collassata, ma nessun ferito. Questo il bilancio del crollo di una collina nella città di La Jolla. La frana, però, era stata prevista dagli esperti, che hanno così potuto evacuare i residenti