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Cina, la terra trema ancora

PECHINO Nuova scossa di terremoto di magnitudo 6 (la seconda avvertita in due giorni) nella regione martoriata del Sichuan La terra ha tremato per 45 secondi quando in Cina era ormai domenica mattina. La gente si è precipitata nelle strade in preda al panico.

L'epicentro è stato localizzato 81 chilometri a sudovest di Guangyuan, ad una profondità di 10 chilometri. La regione cinese ripiomba nel baratro cinque giorni dopo il catastrofico sisma che ha causato circa 30 mila morti, migliaia e migliaia di feriti e milioni di sfollati.
Il primo ministro Wen Jiabao l'ha definita «la più terribile disgrazia ad essersi verificata dal 1949». Inoltre nella regione del Sichuan incombe l'incubo dello straripamento di un lago in una delle zone vicine all'epicentro che ha costretto all'evacuazione di migliaia di superstiti.
Il bilancio ufficiale delle vittime, comunque, rimane provvisorio. Poco dopo la sua pubblicazione sull'agenzia di stampa Nuova Cina, le autorità locali hanno rivelato che nella sola città di Deyang, ci potrebbero essere tra i 10 ed i 20 mila morti. Le cifre sulle persone ancora sepolte sotto le rovine variano, e la stima più conservatrice è di 14 mila. È invece sicuro che negli ospedali ci sono quasi 13mila feriti, alcuni dei quali gravi.
La portata del disastro causato dal sisma, che è stato del grado 7,9 della scala Richter, non emergerà ancora per qualche giorno. Fino ad oggi il disastro più grave degli ultimi decenni rimane il terremoto di Tangshan del 1976, che causò la morte di quasi trecentomila persone.
Il tempo si è rimesso al brutto, con pioggia e nebbia che hanno ostacolato il lavoro dei soccorritori. A Beichuan, una delle località rase al suolo, duemila persone sono state evacuate in fretta e furia dalle vicinanze di un lago formato nei giorni scorsi dai detriti e dai massi che hanno ostruito il corso del fiume Qingzhu. In pochi giorni, il lago ha raccolto dieci milioni di metri cubi d'acqua e minaccia di straripare, con conseguenze disastrose.
«Se la l' acqua sale di altri due metri comincerà a straripare», ha detto uno dei soldati che hanno dato l' allarme. «Abbiamo fatto evacuare la gente perchè dobbiamo essere pronti al peggio», ha aggiunto. Secondo l' agenzia Nuova Cina gli esperti hanno studiato la situazione dei bacini a rischi - più di 400 secondo il governo - per valutare sia il caso di procedere nei prossimi giorni a straripamenti controllati.
In Cina la mobilitazione per aiutare le vittime e prevenire nuovi disastri è totale. Dopo il primo ministro Wen Jiabao, che è stato nel Sichuan per cinque giorni, ora è il presidente Hu Jintao a dirigere personalmente le operazioni. Come Wen, Hu si fa fotografare mentre conforta bambini e impartisce direttive a soldati (il presidente è ancora segretario del Partito Comunista e comandante dell' Esercito Popolare di Liberazione). I soldati impegnati nei soccorsi sono 148mila, e sono affiancati da migliaia di uomini dei corpi paramilitari e di volontari civili. La sottoscrizione lanciata dalla Croce Rossa e sostenuta da tutte le reti televisive e i siti web cinesi, ha permesso di raccogliere oltre sei miliardi di yuan (seicento milioni di euro). Tra gli altri, partecipano alla sottoscrizione le centinaia di tedofori impegnati nella staffetta della fiaccola olimpica che, da una festa con una colorazione polemica verso l' Occidente troppo esigente sui diritti umani, si è trasformata in una sobria manifestazione di solidarietà con i terremotati.
Quella per salvare altre vite è una corsa contro il tempo ma i soccorritori sono incoraggiati dall' aver trovato ieri in vita almeno 165 persone, secondo un portavoce del governo. «Sappiamo che il tempo è poco, ma salvare vite umane rimane la nostra priorità», ha aggiunto il portavoce. Nel Sichuan sono intanto cominciati ad arrivare gli aiuti stranieri e gli specialisti della cooperazione. Due aerei della cooperazione italiana che portano tende, coperte, kit sanitari e altro materiale richiesto dalle autorità cinesi, sono attesi per oggi.

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18/05/2008










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