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Interni Esteri

Rapporto Europol: sempre più europei si arruolano nelle milizie di Al Qaeda

Maurizio Piccirilli
m.piccirilli@iltempo.it
La Guerra santa torna a far proseliti in Europa. Un rapporto riservato di Europol rilancia l'allarme. Un numero sempre crescente di cittadini europei si unisce alla jihad che i terroristi islamici conducono dalle basi «in sonno» costituite sul territorio del vecchio continente.

«Sempre meno maghrebini, sempre più europei» nei nuclei dei combattenti per l'Islam e nel panorama europeo è la Francia a spiccare per la facilità con la quale vengono arruolati i suoi cittadini. Quanto alle destinazioni dei guerriglieri, se l'Iraq è sempre in testa, si segnala la Somalia come terra preferita per i volontari della jihad.
Se la Francia è al primo posto di questa campagna di reclutamento dietro ci sono Austria, Bulgaria, Belgio, Germania e Paesi nordici. A Mogadiscio 5 svedesi sono combattevano nelle truppe delle Corti islamiche. A tirare le fila di questa nuova minaccia, secondo gli esperti di intelligence europei, americani e nordafricani è il gruppo noto come «Al Qaeda nel Maghreb Islamico». In Italia la presenza di appartenenti a questo gruppo è molto alta ma nel nostro Paese non hanno mai compiuto azioni terroristiche perchè lo ritengono una base rifugio per azioni da compiere nel loro Paese e per raccogliere fondi e nuove reclute. Il percorso-tipo del soldato islamico medio europeo: ha fra i 17 e i 30 anni, si dedica soprattutto all'opera di reclutamento e di assistenza logistica. Quando arriva nella fascia dei 26-30 anni è tentato di lanciarsi in compiti operativi sul campo o in un progetto di attentato. Se sopravvive entra a far parte del gruppo di reclutatori di nuovi combattenti.

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18/05/2008










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