La città è Savona, il santuario è
quello di Nostra «signora della Misericordia». Savona,
prima tappa della visita pastorale di Benedetto XVI in
terra ligure ha visto un bagno di folla col Pontefice in
«papamobile» e la messa celebrata in piazza del Popolo
davanti a 30.000 persone.
Ieri sera, dopo le 21, il
Papa è arrivato a Genova dove oggi incontrerà i bambini
dell'Ospedale «Gaslini», i giovani sacerdoti, la
cittadinanza per una messa conclusiva in Piazza della
Vittoria, la più imponente della città della Lanterna. La
Liguria è la prima delle tre visite pastorali in Italia che
il Papa ha messo in agenda per quest'anno. In giugno,
infatti, sarà a Santa Maria di Leuca e Brindisi e il 7
settembre a Cagliari.
Visite che pare seguano quella
«geografia della Grazia» rappresentata dai santuari mariani
nel nostro Paese. Il Papa a Savona e Genova. Savona,
diocesi difficile, è stata inclusa all'ultimo momento.
Benedetto XVI è accompagnato (fatto insolito per le visite
pastorali in Italia) dal Segretario di Stato, il cardinale
Tarcisio Bertone. Già arcivescovo di Genova per poco più di
tre anni, prima di stabilirsi a Roma come «premier» del
Papa.
Bertone «salda» così un debito di affetto e di
riconoscenza verso i genovesi e in cambio porta come un
dono provvidenziale il Successore di Pietro. In più Genova,
è la diocesi del presidente della Cei, il cardinale Angelo
Bagnasco. La visita assume così molteplici significati.
Accanto a quelli pastorali ed ecclesiali, quelli affettivi,
con risvolti anche «politici».
Il Papa e il suo
Segretario di Stato, incontrando a Genova il Capo dei
Vescovi ne rafforzano, in un certo senso, la linea di
indirizzo della Chiesa Italiana. È come dire che il «dopo
Ruini» è veramente cominciato, anche perché, alla luce
delle elezioni del 13 e 14 aprile, sembra essere iniziata
una nuova stagione che permette di affrontare alcune
questioni di fondo: la famiglia e la povertà, anzi tutto.
La Liguria non è il luogo per una passeggiata trionfale
del pontefice. «C'è molta attesa, ma senza emotività. Non è
scattata l'eccitazione, la passione». Il presidente della
Caritas diocesana di Genova, don Franco Anfossi, mette le
mani avanti. Il rapporto con la Chiesa cattolica è «in
progress», in una città che è attraversata (come si è visto
nella piccola manifestazione del «Pride laico») da
rigurgiti di anticlericalismo. Frange del tutto
minoritarie, a volte minacciose (non dimentichiamo le
terribili giornate del G8 e i «no global») che costringono,
caso unico in Europa, il presidente di una delle Conferenze
episcopali più importanti del mondo a girare con la scorta
armata!
Ma a parte queste ombre, la visita del Papa si
sta svolgendo in un clima pacato e di fiduciosa, aperta
accoglienza. L'unica vera minaccia è stata il meteo col
rischio di continui spostamenri «in corsa». In
rappresentanza del governo Berlusconi, il ministro Scajola.
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18/05/2008