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Tre italiani su 10 ne soffrono regolarmente, e uno su due ...

Tre italiani su 10 ne soffrono regolarmente, e uno su due le ha sperimentate almeno una volta nella vita. Le allergie sono la vera epidemia del Terzo millennio. Non hanno dubbi gli esperti della Federazione delle società allergologiche, che alla vigilia dell'Allergy Day in programma oggi su tutto il territorio nazionale lanciano il loro slogan: «L'allergia si vince».

Per riuscirci è indispensabile però una diagnosi precoce e corretta, che permetta di avviare al più presto una terapia «su misura» contro starnuti e occhi infiammati.
Ambulatori ospedalieri aperti e incontri di sensibilizzazione alla cittadinanza. Queste le principali iniziative della Giornata nazionale delle allergie promossa da Aaito (Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri), Siaic (Società italiana di allergologia e immunologia clinica) e Siica (Società italiana di immunologia, immunologia clinica e allergologia), tutte riunite sotto il grande ombrello della Federazione società allergologiche.
Oggi, dunque, i cittadini troveranno in tutta la Penisola medici specialisti pronti a chiarire le cause dell'allergia, i sintomi e le possibili soluzioni. In particolare, riferisce una nota, verrà distribuito il questionario Scopri se sei allergico. Il test è già disponibile in molte Asl italiane. L'elenco delle strutture partecipanti è online su www.siaic.net.
In occasione dell'Allergy Day la Federazione delle società allergologiche lancia un appello alle amministrazioni comunali: betulle, cipressi e noccioli al bando dai parchi cittadini. Lo scopo è progettare città analleghiche, per proteggere la salute degli italiani periodicamente alle prese con starnuti, naso chiuso e occhi rossi: in tutto 3 connazionali su 10. Più in generale, il 50% dei connazionali riferisce di avere avuto almeno una volta nella vita un disturbo di origine allergica. E se la chiave per star meglio sta nella diagnosi precoce e in un trattamento mirato e tempestivo, anche le istituzioni possono giocare un ruolo importante. Per questo «sarebbe opportuno evitare le piante che producono i pollini maggiormente allergenici - spiega il presidente della Società mondiale di allergologia, Giorgio Walter Canonica - Per esempio i cipressi e le cupressacee». Ma occhio anche ai solventi e alle vernici utilizzate per intonacare case e uffici: «Alcune sostanze volatili possono agire su un'infiammazione allergica già in atto e peggiorarla».

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17/05/2008










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