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Interni Esteri

Rastrellamento all'alba nel campo di Via di Salone

Giuseppe Grifeo
In tema di sicurezza prevenire è meglio che curare, questa la nuova strategia alla base del blitz organizzato nella notte fra mercoledì e giovedì al campo nomadi di via di Salone, estrema periferia est di Roma, fuori dal Gra.
Nei container e nelle baracche del più grande insediamento autorizzato per i nomadi della Capitale con i suoi 689 stranieri censiti, sono stati trovati 50 non registrati o senza permesso di soggiorno: più del 7 per cento dei regolari.


All'azione hanno partecipato circa 80 Vigili Urbani coordinati dal comandante Antonio Di Maggio, con l'impiego di una trentina di mezzi dell'VIII Gruppo, del Nucleo Sicurezza Urbana, dei «Volontari Valle Aniene Associati» della Protezione Civile. Coinvolti anche Vigili Urbani dei comuni laziali di Latina, Sezze e Rocca Massima: in una sorta di stage deciso dalla prefettura di Latina, hanno approfondito la conoscenza delle procedure adottate nella Capitale.
L'operazione è partita poco prima dell'una di notte. Arrivati all'ingresso del campo nomadi, parte degli uomini ha circondato l'insediamento sotto la luce delle fotoelettriche, il resto ha iniziato i controlli baracca per baracca. Molto particolare la suddivisione a zone dei quasi 200 alloggi, in una netta separazione per nazionalità. Un'area è per i romeni, un'altra per i bosniaci e un settore è per i serbi. Fra questi ultimi c'è chi risiede in Italia e a Roma da circa 40 anni rimanendo nomade solo nel nome. Dopo i primi controlli sono stati trovati i primi non censiti, sconosciuti alle autorità italiane. Poco alla volta gli irregolari sono stati portati con un furgone al pullman della Municipale in attesa all'ingresso della baraccopoli. Tre soltanto coloro che hanno tentato la fuga nel settore dei serbi. Confiscati alcuni autocarri, furgoni e auto senza assicurazione o targhe. Fine dell'operazione all'alba, anche se le verifiche sui non censiti hanno occupato il resto della mattinata di ieri. Sul pullman della Municipale gli irregolari e i clandestini, trenta romeni e una ventina fra serbi e Rom Khorakhanè o «Lettori di Corano», gli zingari musulmani originari soprattutto del Kosovo: dieci, senza permesso di soggiorno, sono stati accompagnati al centro di accoglienza per l'espulsione.

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16/05/2008










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