All'azione hanno partecipato circa
80 Vigili Urbani coordinati dal comandante Antonio Di
Maggio, con l'impiego di una trentina di mezzi dell'VIII
Gruppo, del Nucleo Sicurezza Urbana, dei «Volontari Valle
Aniene Associati» della Protezione Civile. Coinvolti anche
Vigili Urbani dei comuni laziali di Latina, Sezze e Rocca
Massima: in una sorta di stage deciso dalla prefettura di
Latina, hanno approfondito la conoscenza delle procedure
adottate nella Capitale.
L'operazione è partita poco
prima dell'una di notte. Arrivati all'ingresso del campo
nomadi, parte degli uomini ha circondato l'insediamento
sotto la luce delle fotoelettriche, il resto ha iniziato i
controlli baracca per baracca. Molto particolare la
suddivisione a zone dei quasi 200 alloggi, in una netta
separazione per nazionalità. Un'area è per i romeni,
un'altra per i bosniaci e un settore è per i serbi. Fra
questi ultimi c'è chi risiede in Italia e a Roma da circa
40 anni rimanendo nomade solo nel nome. Dopo i primi
controlli sono stati trovati i primi non censiti,
sconosciuti alle autorità italiane. Poco alla volta gli
irregolari sono stati portati con un furgone al pullman
della Municipale in attesa all'ingresso della baraccopoli.
Tre soltanto coloro che hanno tentato la fuga nel settore
dei serbi. Confiscati alcuni autocarri, furgoni e auto
senza assicurazione o targhe. Fine dell'operazione
all'alba, anche se le verifiche sui non censiti hanno
occupato il resto della mattinata di ieri. Sul pullman
della Municipale gli irregolari e i clandestini, trenta
romeni e una ventina fra serbi e Rom Khorakhanè o «Lettori
di Corano», gli zingari musulmani originari soprattutto del
Kosovo: dieci, senza permesso di soggiorno, sono stati
accompagnati al centro di accoglienza per l'espulsione.
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16/05/2008