Il Gup Lorenzo Benini, al termine dell'udienza preliminare cominciata nel novembre scorso, ha rinviato ieri a giudizio i sei imputati accusati di concorso nella strage. Il 25 novembre prossimo, quindi, la Corte d'Assise sarà chiamata a pronunciarsi sull'innocenza o sulla colpevolezza di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino e Giovanni Maifredi.
Fino ad oggi, le tre inchieste aperte dal 28 maggio del 1974, giorno in cui la bomba provocò otto morti e 108 feriti, non hanno consentito di individuare alcun colpevole. Complessivamente sono state emesse, nei tre gradi di giudizio, 10 sentenze e un'ordinanza-sentenza.
La quarta inchiesta sulla strage ha preso il via da una serie di dichiarazioni che nel 1993 rilasciò Donatella di Rosa. Da allora vennero iscritte nel registro degli indagati della Procura di Brescia una ventina di persone. La richiesta di rinvio a giudizio venne poi formulata dalla Procura per dieci imputati. In sei casi si trattava appunto di coloro che erano chiamati a rispondere di concorso in strage, in altri tre di favoreggiamento di Delfo Zorzi e in uno di riciclaggio. La posizione di questi ultimi quattro imputati è stata però stralciata poiché il gup ha ritenuto fondata l'eccezione d'incompetenza territoriale: Martino Siciliano, gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci, tutti accusati di favoreggiamento, e Vittorio Poggi, che invece deve rispondere di riciclaggio.
Degli imputati molto difficilmente sarà presente l'ex ordinovista Delfo Zorzi, che vive in Giappone, nei cui confronti pende una richiesta d'estradizione. Ma sono piuttosto concrete le possibilità che non ci sia anche uno dei due rappresentanti dell'accusa. Il Csm ha infatti proposto, per la carica di Procuratore Capo di Cremona, Roberto di Martino, Procuratore Aggiunto di Brescia, che con il collega Francesco Piantoni ha condotto le indagini.
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16/05/2008