Un
cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alle
sede del Consiglio regionale della Campania e così il
presidente dell'assise, Sandra Lonardo, ha dovuto rinviare
la seduta. In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti
accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso,
a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del Comune di
Napoli.
Lungo le strade della città vi sarebbero oltre
5.000 tonnellate non raccolte, con una produzione media che
continua ad aumentare. Ciò significa che la differenziata,
nonostante decreti e prescrizioni, stenta ancora a
decollare.
Più grave la situazione che si registra in
alcuni comuni delle province di Napoli e di Caserta. Ieri è
scaduto il contratto con l'Ecolog, una società del gruppo
Ferrovie dello Stato, che ha consentito di portare in
Germania circa 35mila tonnellate di spazzatura. I costosi
trasferimenti dovrebbero riprendere nei prossimi giorni.
Oltre frontiera dovrebbero finire tra le 105mila e le
150mila tonnellate di rifiuti: sarà la soluzione che
consentirà di svuotare i siti di trasferenza provvisoria,
aree il cui utilizzo consente ai sindaci di togliere i
sacchetti dalle strade.
La situazione è pesante perché,
nell'attesa quasi infinita che vengano completate le
strutture per il ciclo integrato della spazzatura, mancano
le discariche.
Ieri, grazie all'individuazione di un
nuovo sito in provincia di Caserta per lo stoccaggio delle
ecoballe, hanno ripreso a funzionare anche gli impianti ex
Cdr di Santa Maria Capua Vetere e di Casalduni, bloccati,
nei giorni scorsi perchè avevano i depositi saturi di
ecoballe, senza poter ricevere i previsti quantitativi di
rifiuti e con le inevitabili ricadute sulla raccolta.
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16/05/2008