In particolare, Alemanno ha precisato
che si tratterà di poteri che operano «sia sul versante
della pubblica sicurezza che sulla definizione
territoriale, e su quella solidale, penso ai minori e alle
persone disagiate. È lo stesso prefetto - ha precisato
Alemanno - che assume questi poteri».
È ancora da
definire la figura prescelta, ma «in ogni caso bisogna
evitare nuove authority, ma dare poteri più incisivi a
strutture esistenti. Il commissario straordinario per i rom
dovrà avere - ha aggiunto Alemanno - poteri integrati sul
versante della pubblica sicurezza, sugli aspetti
territoriali per decidere dove situare i campi, e sul
fronte della solidarietà, in particolare per interventi a
favore dei minori e persone disabili. È importante che il
commissario abbia risorse economiche».
Ed ha aggiunto:
«Qui non stiamo parlando della storica presenza di sinti,
di giostrai o della classica presenza di nomadi nel nostro
Paese, ma di un'invasione che si sta determinando nei
confini comunitari con dei flussi crescenti. Questo fa da
innesco a una serie presenze diverse più o meno abusive,
come è successo a Castel Sant'Angelo».
E, in effetti,
sono circa 160.000 i rom, sinti e camminanti in Italia. Di
questi, 70.000 hanno cittadinanza italiana e 90.000
provengono dai Balcani (in costante aumento quelli dalla
Romania, che si aggirano sui 60.000). La stima è dell'Opera
Nomadi, secondo cui l'Italia è tra i Paesi europei con la
più bassa percentuale di rom/sinti (0,3%). Questa
minoranza, rileva l'associazione, è caratterizzata da una
bassa speranza di vita (l'età media è di 40-50 anni) e
dalla presenza di un'alta percentuale di minori (il 60% di
questa popolazione ha meno di 18 anni).
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15/05/2008