Blocchi stradali e
manifestazioni di protesta hanno reso la situazione ancora
più incandescente.
Dall'elicottero della polizia si
vedono gruppi di giovani, «armati» di mazze che si
avvicinano ai campi in modo minaccioso. Molti rom si stanno
preparando ad andare via. Nella zona centinaia di residenti
chiedono che i nomadi si allontanino subito. Tra loro
alcuni denunciano una serie di episodi inquietanti. Un uomo
sostiene che, appena tre giorni prima del mancato rapimento
della bimba, suo figlio sarebbe stato prelevato da tre rom
che avrebbero tentato di caricarlo su un furgone nero prima
che il ragazzo, di 12 anni, riuscisse a divincolarsi.
Fino a sera polizia e carabinieri hanno cercato di
evitare il peggio. Chi protesta chiede lo sgombero dei
tanti accampamenti disseminati sul territorio. Qualcuno è
disposto a concedere una proroga di prima di intensificare
le manifestazioni; l'importante, è il messaggio, è che
vadano via dai cinque campi della zona.
Per circa due
ore, nel pomeriggio di ieri, i rom del campo di via
Malibran (dove si sono rifugiati in serata i nomadi di via
Argine dove la baracche sono state date al fuoco), di
fronte ai numerosi residenti accorsi sul posto si sono
rintanati al centro dell'accampamento, per evitare lanci di
sassi da parte di malintenzionati: temevano il ripetersi
dell'irruzione effettuata nel campo da parte di alcuni
sconosciuti, soprattutto donne, armati di pietre per una
sorta di giustizia fai da te. Tra i rom molti bambini, in
lacrime e impauriti. I campi rom di Napoli anche di notte
sono sorvegliati dalle forze dell'ordine per evitare nuovi
episodi di intolleranza.
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14/05/2008