A
ridurlo in schiavitù sarebbero stati la madre, Saliha
Miroud, 50enne di origini algerine, e il suo convivente,
Carlo Crisante (50) di Silvi, per impedirgli di drogarsi e
ubriacarsi.
Alla prigione sono arrivati i carabinieri
di Silvi, dopo la segnalazione di alcuni passanti attratti
dai lamenti, simili a latrati di cane. Il giovane era in
terra, legato, rannicchiato e circondato da escrementi. La
donna e il convivente sono stati arrestati con l'accusa di
sequestro di persona e maltrattamenti.
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14/05/2008