È un
coacervo di preparazione, etica, esperienza, intelligenza,
background internazionale ecc. Esiste, poi, una deontologia
professionale...»
È che ormai siamo diventati un popolo
di spioni e di spiati. «Buffo! E pensare che siamo stati
proprio noi italiani a inventare la crittografia cioè
l'informazione che non può essere intercettata. Nel nostro
paese l'informazione è sempre stata molto importante. E
l'intercettazione è il metodo più facile per entrarne in
possesso. Attenzione, però, c'è anche la
controinformazione». Cioè? «Nasce dalla consapevolezza di
essere intercettati e consiste nel dare informazioni
sbagliate». Da noi impazza pure il fai-da-te... «Purtroppo
più lo fai (lo spiare, intendo), più lo vuoi fare. C'è poi
il fiorente mercato su internet (e nei negozi) di certi
aggeggi infernali, microspie, videospie, microfonini,
microfotocamere digitali ecc. che dovrebbe essere proibito
per legge. Servirebbe una licenza speciale per andare in
giro con le microspie. Il fai-da-te distrugge famiglie,
aziende, è una bomba a mano innescata». Chi è il suo
investigatore ideale? «Nero Wolfe e quelli come lui che
usavano il cervello. La tecnologia è uno strumento
importante nel nostro mestiere ma non deve sovrastare altre
risorse. Ecco deve essere usata per la nostra tutela, come
si usa un'arma per legittima difesa. È indispensabile, ad
esempio, nelle operazioni di bonifica ambientale». Va bene,
grazie per la sua disponibilità, Miriam. «Grazie a lei, ci
vediamo stasera a cena!». Ma veramente...? «Era solo una
controinformazione, per chi ci ascolta».
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14/05/2008