Il dirigente era indagato per violazione della
privacy per aver «spiato» alcune persone attraverso una
rete informatica. Secondo i familiari, Bove non aveva mai
manifestato intenti suicidi. Sulla sua fine fu aperto un
fascicolo «per istigazione al suicidio». Due mesi dopo,
anche grazie alla collaborazione di Bove, la Procura di
Milano emise un'ordinanza di arresto di 21 persone
nell'ambito del cosiddetto Scandalo Telecom-Sismi. Tra gli
arrestati, Marco Mancini (anche in relazione al sequestro
di Abu Omar), ex numero due del Sismi, Giuliano Tavaroli,
ex direttore della Security del Gruppo Telecom Italia, ed
Emanuele Cipriani, investigatore della Polis d'Istinto di
Firenze. Il 22 aprile 2008, il pubblico ministero di Napoli
Giancarlo Novelli ha chiesto l'archiviazione del fascicolo
su Adamo Bove e l'ha trasmesso al giudice per le indagini
preliminari, non ravvisando né l'ipotesi dell'omicidio né
quella dell'istigazione al suicidio.
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14/05/2008