La Questura di Modena ha
avviato le indagini per scoprire i responsabili. Il sindaco
Giorgio Pighi ha condannato e stigmatizzato il fatto: «È
stato un insulto alla ragione, opera di persone prive di
coscienza che rappresentano sole se stesse, un fatto
disgustoso, ma assolutamente isolato».
Ieri però il
figlio di Calabresi, Mario, era atteso in città per una
conferenza con un'ottantina di studenti. La scritta sul
muro appare quindi come un attacco premeditato contro la
memoria del padre e il dolore dei familiari.
«Modena ed
i modenesi - ha detto ancora il sindaco Pighi - sono
rappresentati dalle manifestazioni di oggi promosse dalla
Provincia e da quanti ieri, per iniziativa del Comune,
hanno deposto le corone davanti alla lapide di Marco Biagi
e alla nuova stele che ricorda Aldo Moro, gli agenti della
scorta e tutte le vittime del terrorismo».
A condannare
il fatto è stato anche il presidente della Provincia,
Emilio Sabbatini, che però ha esortato a non abbassare la
guardia di fronte al pericolo del terrorismo, attuale
ancora oggi: «È un gesto che ci riporta a quel passato: è
una vergogna che a Modena si continuino a riprodurre certi
cliché a dispetto della verità storica su Calabresi emersa
dalle indagini».
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11/05/2008