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l'italia e la memoria

Napolitano: "Basta tribune televisive per i terroristi"

Il dovere della memoria impone innanzitutto il rispetto delle vittime del terrorismo e delle stragi. A loro lo Stato deve far sentire sostegno e vicinanza morale, e deve assicurare quella giustizia piena e chiara che «non sempre si è riusciti a fare».

Napolitano Lo ha detto Giorgio Napolitano in un discorso vibrante di sdegno e a tratti interrotto da una commozione che ha bloccato la voce in gola al presidente della Repubblica.
Per l'occasione, il «Giorno del ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi», ha voluto al Quirinale un pubblico d'eccezione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, numerosi ministri ed ex ministri e i familiari degli assassinati dalla violenza politica e dalla lotta armata. Il Quirinale ne ha elencati 378 nel libro stampato per l'occasione, che di ognuno reca nome, foto e storia personale, perchè non bisogna ricordare solo come sono morti, vittime degli anni di piombo.
A loro il capo dello Stato ha tributato un riconoscimento collettivo e solenne senza precedenti. «Vorrei sentiste questa iniziativa come un gesto di riparazione e di vicinanza per il dolore che avete sofferto per perdite irreparabili e per il senso di solitudine e di disattenzione che vi ha fatto temere di essere dimenticati insieme con i vostri cari. Non può essere, non deve essere così. È l'impegno che oggi prendiamo».
L'Italia, ha aggiunto, vi «doveva da tempo» questo omaggio che non può esaurirsi in una cerimonia, deve essere «proiettato nel futuro». Certamente la vostra più grande fatica, ha detto il presidente, riprendendo le parole di Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso a Milano nel 1972, è stata far crescere figli liberi dal rancore e dall'odio, scommettendo tutto sull'amore per la vita, per guardare avanti «nel rispetto della memoria».
«Purtroppo questo rispetto è spesso mancato e proprio da parte di responsabili delle azioni terroristiche», ha detto. E non pochi sono rimasti reticenti, non riconoscono ancora oggi la natura criminale del terrorismo. Lo stato democratico si è mostrato generoso con loro, «ma gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi dei benefici per cercare tribune da cui esibirsi, per dare le loro versioni dei fatti, tentare subdole giustificazioni». Napolitano ha chiesto «discrezione e misura» e memoria delle proprie responsabilità morali. «Si deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza, ma a chi l'ha subita».
Napolitano ha dedicato un ricordo specifico ad Aldo Moro, affermando che fu scelto dai terroristi non come bersaglio «simbolico», ma quale «perno» del sistema democratico che volevano abbattere, e quale «nemico più consapevole» e più lungimirante.

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10/05/2008










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