Non è normale che un Parlamento regolarmente eletto e nella
formale condizione di farlo, non riesca ad eleggere a
Presidente della Repubblica l'unico candidato esistente e
pure gradito ufficialmente da tutte le parti. Non è normale
che un gruppo politico sia, contemporaneamente, membro del
Parlamento, del Governo e forza terrorista che intimidisce
avversari interni ed esteri. Non è normale che questo
stesso gruppi crei un proprio servizio di telecomunicazioni
inaccessibile a terzi e parallelo ma non comunicante con
quello ufficiale e che si rifiuti di consentirne il
controllo alle pubbliche autorità. Non è infine normale (ma
non si esauriscono qui le anomalie) che il comandante delle
forze di sicurezza dell'aeroporto più importante del Paese
sia nominato dal Governo ma obbedisca ad una forza
extragovernativa che ostenta potenzialità eversive.
Davanti a queste anormalità anche l'Onu, d'accordo con
il governo legittimamente in carica, si è adeguato votando
una risoluzione, la 1701, in cui si affidava all'esercito
libanese il compito di disarmare le milizie di Hezbollah. I
disordini di questi giorni son cominciati proprio perché
qualcuno ha deciso che bisognava finirla con l'anormalità e
che si dovesse girare pagina. Naturalmente il gruppo sciita
ha reagito come poteva farlo: dando il via ai disordini di
questi giorni per fare capire che gli equilibri non si
dovevano toccare e che ,se mai, andavano modificati a
proprio favore. Non si creda che Hezbollah non si renda
conto dei rischi che si stanno correndo.
Nasrallah sa
che la partita è più grande delle dimensioni libanesi,ma
questa consapevolezza è pure il suo punto di forza.Egitto
ed Arabia Saudita,nonche l'EU e l'Onu hanno immediatamente
reagito condannando i disordini e lanciando avvertimenti ai
due sponsor principali, Iran e Siria.Ma, almeno per
ora,nessun atto piu' delle azioni diplomatiche sarà
dispiegato e,intanto, Hezbollah conquista le sue posizioni
sul campo per ripartire, un domani, da nuovi punti di
forza.
* Presidente Amicizia Italia-Libano
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10/05/2008