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Interni Esteri

L'intervento

Il Paese delle grandi anomalie


Dario Rivolta*


Affermazione: «il Libano non è un Paese normale!».
Per un amante di quel Paese, della sua cultura e della sua gente dover ammettere quanto sopra è amaro, ma, purtroppo, è vero, troppo vero.
Non è normale che in un Paese esista un esercito ufficiale e, contemporaneamente, una milizia armata che non ne dipenda.

Non è normale che un Parlamento regolarmente eletto e nella formale condizione di farlo, non riesca ad eleggere a Presidente della Repubblica l'unico candidato esistente e pure gradito ufficialmente da tutte le parti. Non è normale che un gruppo politico sia, contemporaneamente, membro del Parlamento, del Governo e forza terrorista che intimidisce avversari interni ed esteri. Non è normale che questo stesso gruppi crei un proprio servizio di telecomunicazioni inaccessibile a terzi e parallelo ma non comunicante con quello ufficiale e che si rifiuti di consentirne il controllo alle pubbliche autorità. Non è infine normale (ma non si esauriscono qui le anomalie) che il comandante delle forze di sicurezza dell'aeroporto più importante del Paese sia nominato dal Governo ma obbedisca ad una forza extragovernativa che ostenta potenzialità eversive.
Davanti a queste anormalità anche l'Onu, d'accordo con il governo legittimamente in carica, si è adeguato votando una risoluzione, la 1701, in cui si affidava all'esercito libanese il compito di disarmare le milizie di Hezbollah. I disordini di questi giorni son cominciati proprio perché qualcuno ha deciso che bisognava finirla con l'anormalità e che si dovesse girare pagina. Naturalmente il gruppo sciita ha reagito come poteva farlo: dando il via ai disordini di questi giorni per fare capire che gli equilibri non si dovevano toccare e che ,se mai, andavano modificati a proprio favore. Non si creda che Hezbollah non si renda conto dei rischi che si stanno correndo.
Nasrallah sa che la partita è più grande delle dimensioni libanesi,ma questa consapevolezza è pure il suo punto di forza.Egitto ed Arabia Saudita,nonche l'EU e l'Onu hanno immediatamente reagito condannando i disordini e lanciando avvertimenti ai due sponsor principali, Iran e Siria.Ma, almeno per ora,nessun atto piu' delle azioni diplomatiche sarà dispiegato e,intanto, Hezbollah conquista le sue posizioni sul campo per ripartire, un domani, da nuovi punti di forza.
* Presidente Amicizia Italia-Libano

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10/05/2008










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