L'incidente si è consumato l'altro ieri
sera, verso le 19, in una zona semi-periferica di Gravina,
a via Argentario, che dista poche centinaia di metri da via
Giovanni Consolazione, dove c'è l'enorme caseggiato
abbandonato divenuto la bara dei fratellini Pappalardi.
Giuseppe stava giocando con quattro amici davanti al civico
9 quando il pallone è stato lanciato per errore all'interno
della recinzione dell'abitazione privata, nella quale, in
quel momento, non c'era nessuno. I ragazzini sono entrati
dal cancello in ferro battuto, che solitamente utilizzano
come porta di calcio, ma soltanto Giuseppe è sceso nella
rimessa. Recuperato il pallone, lo ha calciato verso gli
amici e poi, invece di scavalcare il muretto come aveva
fatto entrando, ha deciso di scavalcare la parete laterale
del garage. È stato a questo punto che, per arrampicarsi
sul muro, si è aggrappato alla statua credendo che fosse
ancorata al pilastro.
Alla scena hanno assistito i
quattro amichetti di Giuseppe e una donna. L'allarme è
scattato immediatamente, Giuseppe è stato prima ricoverato
nel nosocomio di Gravina e poi trasferito, a causa
della gravità delle ferite nella zona addominale, nel
Policlinico di Bari dove è morto ieri mattina. Il pm
Isabella Ginefra, ha deciso di non disporre l'autopsia e di
restituire subito il corpo alla famiglia per i funerali non
essendoci alcuna responsabilità di tipo penale: il
ragazzino, infatti, si era introdotto in una proprietà
privata senza esserne autorizzato.
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09/05/2008