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Libano, rischio di una nuova guerra civile

Libano sull'orlo di una nuova guera civile.Sale la tensione in Libano. La situazione rischia di precipitare.

Violenti scontri sono infatti scoppiati a Beirut poco dopo le dichiarazioni del leader del movimento sciita Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah. «Le decisioni del governo libanese sono una dichiarazione di guerra», ha tuonato dalla tv Al Manar il leader Hezbollah.. Nasrallah ha attaccato il provvedimento dell'esecutivo finalizzato a smantellare la rete telefonica controllata da Hezbollah. «Quella rete di telecomunicazioni è l'arma più importante in mano alla resistenza», ha chiarito Nasrallah. Poco dopo queste affermazioni, violenti scontri sono scoppiati nella capitale tra sostenitori della maggioranza parlamentare libanese anti-siriana e attivisti dell'opposizione. Il bilancio provvisorio, secondo alcune fonti, è di almeno 2 morti e 5 feriti.
Le violenze si sarebbero estese in tre zone della capitale libanese. I quartieri della capitale coinvolti negli scambi di fuoco «anche con i lanciarazzi Rpg», sono il litorale al Mazra, Raas al Naba e Bishara al Khouri. Le immagini trasmesse dalla tv araba hanno mostrato i mezzi corazzati dell'esercito ritirarsi dalle zone dove avvengono «violentissimi scambi di fuoco tra gruppi armati che prendono di mira edifici». Fuoco che «costringe gli abitanti a chiudersi a casa». Si sono anche udite le sirene dell'ambulanza.
Proprio per discutere sugli ultimi sviluppi della situazione, il governo libanese guidato dal premier sunnita Fuad Siniora si è riunito in una sessione straordinaria. Quasi contemporaneamente è arrivato l'ammonimento degli Usa, che hanno chiesto a Hezbollah di porre fine immediatamente ai tentativi di «alimentare disordini» in Libano. In serata, ha replicato il leader della maggioranza parlamentare, il sunnita Saad Hariri, che rivolgendosi direttamente al «fratello» Sayyed Nasrallah, ha proposto una soluzione di compromesso. Mettiamo «nelle mani dell'esercito le decisioni che hanno provocato equivoci». Dure accuse arrivano anche dalle Nazioni Unite: secondo l'inviato dell'Onu Terje Roed-Larsen, Hezbollah rappresenta «una minaccia alla pace» regionale. Tanto che - ha spiegato Farhan Haq, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon - le regole d'ingaggio dell'Unifil, la missione delle Nazioni Unite in Libano, potrebbero cambiare, anche se non immediatamente». Sull'argomento è intervenuto anche il nuovo ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini: «È evidente che dovremo ascoltare la voce dei nostri militari e valutare se a loro avviso occorre ridiscutere, almeno in parte, le regole di ingaggio».

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John Voice

09/05/2008










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