Il «principe» della cardiochirurgia infantile è agli arresti domiciliari da martedì con l'accusa di truffa, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico: ieri i magistrati della Procura di Palermo sono tornati a ribadire le accuse, ricorrendo in appello contro la misura degli arresti domiciliari e chiedendo per il medico il carcere.
Intanto emergono nuovi particolari sul filone investigativo relativo alla pedopornografia: sarebbero centinaia i messaggi erotici intercettati tra il medico e una ragazzina di 13 anni, figlia di un'amica dell'indagato. Alla presenza di una psichiatra, l'adolescente è stata interrogata in Procura e ha confermato la circostanza. Secondo i magistrati, inoltre, la madre sarebbe stata a conoscenza dello scambio di messaggi: questo elemento ha indotto il gip di Palermo a chiedere al Tribunale dei minorenni l'allontanamento dal contesto familiare della ragazzina.
Proprio con la compiacenza della donna, il cardiochirurgo avrebbe inizialmente fatto credere alla ragazzina di essere il figlio di Marcelletti, e avrebbe intrapreso un fitto scambio di Sms con lei. Poi si sarebbe passati alle foto hard che la bambina inviava, però, dal cellulare della madre. Agli atti del fascicolo della Procura non ci sono gli Mms, ma - a quanto si apprende - dal sistema di intercettazione usato risulta la prova dello scambio delle foto cui seguivano gli Sms con espliciti commenti sulle immagini erotiche ricevute e inviate.
Cosa dicono i legali del medico? «Il nostro assistito - sostengono gli avvocati Roberto Tricoli, Massimo Miceli e Carmelo Piazza - non riesce a comprendere i contorni della questione relativa alle accuse di pedopornografia». Secondo i suoi difensori il medico sarebbe sereno e pronto a ribattere oggi, davanti al gip, alle accuse formulate dalla Procura.
Si allarga, però, il solco di terra bruciata intorno al cardiochirurgo: a prendere le distanze da Marcelletti sono anche i responsabili dell'ospedale «Civico», azienda presso la quale l'indagato lavorava, e l'Ordine nazionale dei Medici. L'autore del primo trapianto di cuore italiano su un bambino è stato sospeso temporaneamente dall'incarico di direttore dell'unità Operativa di Cardiochirurgia Pediatrica del nosocomio e dall'albo dei medici-chirurghi di Roma.
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Marino Collacciani
08/05/2008