E anche in questa brutta
storia, attorno alla quale i dubbi sembra abbiano prevalso
sulle certezze, nonostante il decennio trascorso gli
interrogativi restano in piedi. Il contesto ha fatto da
cornice ideale: la Santa Sede, la sua impermeabilità agli
investigatori italiani, le storiche guardie con la divisa
michelangiolesca, la scena del crimine che non sempre
s'incastra con ricostruzione ufficiale dei fatti e movente,
e finanche una medium che scagiona il presunto
responsabile. Insomma, roba da Dan Brown, del Codice da
Vinci.
Quella sera, Alois Estermann - nominato
comandante della Guardia svizzera la mattina stessa - viene
trovato morto, ucciso a colpi di pistola, nel salottino del
suo appartamento all'interno delle mura leonine. Accanto a
lui i cadaveri della moglie, Gladys Meza Romero, e del
vicecaporale Cedric Tornay. Passano poche ore e l'allora
portavoce vaticano, Joaquin Navarro Valls, fornisce la
versione dei fatti ripercorsa in base ai primi
accertamenti: la strage è stata causata da un raptus del
giovane Cedric al quale era stato rifiutato un
riconoscimento professionale da parte di Estermann. Nella
stanza della strage però vengono trovati quattro bicchieri:
era presente qualcun altro quella sera? Inoltre, l'arma che
esploso i colpi era sotto il corpo dell'omicida, e non è
mai stato reso noto che fine abbia fatto il quinto
proiettile sparato dalla pistola di ordinanza di Tornay,
dopo che due proiettili avevano colpito Alois Estermann,
uno la signora Gladys e il quinto lo stesso vicecaporale.
Un anno più tardi, dopo l'istruttoria durata nove mesi,
condotta prima dal giudice Gianluigi Marrone, poi dal
promotore di giustizia Nicola Picardi, comprendente dieci
perizie balistiche, anatomiche, tossicologiche e
telefoniche, la strage è archiviata. Con la seguente
versione ufficiale: il vicecaporale Cedric Tornay è era un
«immaturo e instabile, consumatore abituale di cannabis, in
preda a stress e sovreccitazione e spinto dal rancore per
una promozione negata avrebbe ucciso il comandante della
Guardia svizzera e la moglie. Il commento della madre: «La
verità un giorno salterà fuori». Se c'è, è ancora sotto
terra.
Vai alla homepage
05/05/2008