Tra di voi è rimasto lo "spirito di
corpo"?
C'è sempre stato. Solo qualche incomprensione
fra le varie regioni linguistiche. Siamo 110 guardie con la
"ferma" minima di 25 mesi. Proveniamo dai 26 Cantoni della
Svizzera. Due terzi di noi sono di lingua tedesca, un terzo
di lingua francese/italiana. Siamo comunque un esempio di
integrazione riuscita.
Si parlava negli anni scorsi, di
difficoltà di reclutamento. I giovani svizzeri non volevano
più fare "le guardie del Papa" .
"Quelle difficoltà
sono state superate. I festeggiamenti per i 500 anni del
Corpo ci hanno fatto molta pubblicità. Ora copriamo
tranquillamente l'effettivo".
Il "soldo", cioè la paga,
è sufficiente?
"Non navighiamo nell'oro; tutti
vorrebbero paghe più alte. Siamo però militari, non abbiamo
spese, e con un po' di oculatezza si arriva alla fine del
mese. Le guardie sanno come gestirsi e utilizzare questa
straordinaria opportunità".
Sui giornali ho letto che
il vostro Comandante è in procinto di andarsene. Screzi,
dissidi, incomprensioni con la Segreteria di Stato?
"Vede, Elmar Theodor Mader, è nostro Capitano
Comandante dal 1 agosto 1998. Ha solo 45 anni. E' normale,
per lui, dopo questo periodo al servizio del Santo Padre,
cercare nuovi stimoli, nuovi sbocchi professionali in
Svizzera".
Fra l'altro, il comandante Mader ha fatto da
guardia davanti alla camera da letto di Giovanni Paolo II
nelle ultime ore della sua vita terrena. Sono ore che non
dimenticherà.
"Mai. Questo dice del particolare ufficio
che siamo chiamati a svolgere. Stare vicino al Papa è
l'impegno più bello. Segna la vita".
g.dc
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05/05/2008