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Andrea Riccardi TREVISO «È in condizioni gravissime» la ...

Andrea Riccardi
TREVISO «È in condizioni gravissime» la poliziotta che ha tentato di suicidarsi durante la partita Treviso-Grosseto, ieri pomeriggio. Lo dice con un filo di voce il questore di Treviso Filippo Lapi.
Questa volta il calcio non c'entra davvero nulla e non ha alcuna colpa se non quella di essere stato spettatore involontario e impotente di un episodio di cronaca.

Una poliziotta in servizio presso lo stadio Omobono Tenni di Treviso per la gara tra i locali e il Grosseto valida per il campionato di serie B, infatti, ha tentato di suicidarsi sparandosi un colpo alla testa. Tutto si è svolto sulla strada che costeggia l'impianto di gioco, sotto la curva sud, dall'alto della quale alcuni tifosi trevigiani hanno assistito impotenti al tragico gesto.
La poliziotta, 42 anni, nubile, originaria della provincia di Belluno, vive con i genitori in un paese della Marca trevigiana ed è in servizio da 7 anni alla questura di Treviso con il grado di assistente: ha estratto improvvisamente la pistola d'ordinanza, una Beretta calibro 9, se l'è puntata sotto il mento e ha premuto il grilletto. La collega che in quel momento stava pattugliando con lei la zona, Paola Da Re, dell'ufficio passaporti, accortasi delle sue intenzioni, si è lanciata immediatamente contro la donna cercando di fermarla ma non c'è riuscita, probabilmente però ha fatto deviare il colpo e nello slancio è caduta a terra, battendo il viso sul selciato e procurandosi la frattura del setto nasale e altre escoriazioni. Ne avrà per due settimane.
La poliziotta che si è sparata versa in gravissime condizioni: il proiettile ha attraversato il cranio fuoriuscendo dalla parte superiore; la donna è stata immediatamente soccorsa dall'ambulanza in servizio allo stadio e ricoverata in condizioni disperate al reparto neurochirurgia dell'ospedale di Treviso dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per tentare di tamponare la gravissima emorragia cerebrale.
La gara è stata sospesa dopo che i tifosi dagli spalti, con disperati gesti delle braccia, avevano richiamato l'attenzione dell'arbitro urlando che era accaduto qualcosa di grave: in quel momento era in vantaggio il Grosseto per 1-0 con rete di Graffiedi su rigore al 12'. Paola Da Re ha fornito agli inquirenti la sua versione, affermando di sentirsi quasi in colpa per non essere riuscita a fermare la collega. Ancora ignoti i motivi che l'hanno portata al gesto estremo.Quattro sostenitori del Treviso, testimoni oculari, sono stati ascoltati dalla polizia. Treviso e Grosseto si sono accordate per recuperare la gara la settimana prossima partendo dal 20' del primo tempo e con il risultato di 1-0. Il giorno non è stato ancora stabilito.

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04/05/2008










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