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Il sud dell'Italia ancora funestato da incidenti sul ...

Il sud dell'Italia ancora funestato da incidenti sul lavoro. Tre, mortali, ancora ieri mentre i dipendenti dell'Ilva di Taranto scioperavano per chiedere più sicurezza dopo il ferimento di tre colleghi. Un operaio di 60 anni è morto ieri mattina folgorato da una scarica di corrente elettrica mentre era al lavoro nei campi a Monopoli, a una quarantina di chilometri da Bari.

L'uomo, Francesco Laneve, stava eseguendo lavori di potatura nella masseria «Pezze di Sole», in località Sant'Oronzo, dopo essersi sistemato sul cestello sollevatore del proprio trattore. Probabilmente ha urtato alcuni cavi dell'alta tensione restando folgorato da una scarica di corrente che l'ha preso tra il collo e le spalle.
Un agricoltore, Giuseppe Ferraro, 31 anni, di Spezzano Albanese, è morto, invece nella frazione Apollinara di Corigliano Calabro (Cosenza). L'uomo era alla guida di un trattore che, per cause in corso di accertamento, si è ribaltato schiacciandolo. Ferraro è morto all'istante. Infine, un romeno di 30 anni, Codurt Tetedilia, è morto travolto da uno degli alberi che, assieme al fratello - che non è rimasto coinvolto nell'incidente - aveva abbattuto in un castagneto di Milo, sull'Etna. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della locale stazione l'uomo sarebbe rimasto schiacciato da uno dei tronchi che i due fratelli avevano accatastato sulla cima di una collinetta, che sarebbero scivolati per un improvviso smottamento del terreno. I lavori erano svolti da un'azienda autorizzata, che aveva ottenuto l'appalto per un disboscamento della zona.
Intanto l'adesione allo sciopero di 36 ore dei lavoratori del reparto Colata 1 dell'acciaieria Ilva di Taranto, terminato ieri mattina alle 7, è stata «quasi totale» secondo le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uil. Lo sciopero era stato indetto per richiamare l'attenzione sui problemi della sicurezza all'interno dello stabilimento siderurgico dopo l'incidente verificatosi il primo maggio scorso quando quattro operai impegnati nelle operazioni di colata dell'acciaio furono investiti da liquido incandescente. Tre di loro se la cavarono con piccole bruciature giudicate guaribili in 5 giorni, mentre un quarto lavoratore riportò ustioni guaribili in 15 giorni. Secondo i sindacati, la siviera da cui fuoriuscì l'acciaio fuso era priva di copertura (Nella foto due operai si stringono nel dolore dopo uno dei tanti incidenti sul lavoro).

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04/05/2008










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